La testa smarrita non è la mia, ma quella di Petrarca: caccia al ladro dell’eminente teschio!Potremmo dire, “battistianamente”, Non è Francesc-o: è infatti quanto è risultato agli esami scientifici a cui è stato sottoposto il cranio che riposa insieme al resto dello scheletro del poeta ad Arquà, Padova.

La notizia è un po’ datata, e risale al 5 aprile del 2005 la sua pubblicazione ufficiale, ma a noi piace rinfrescarvi la memoria soprattutto quando si tratta di simili stranezze. Ma andiamo con ordine.
A confermare la notizia fu il paleontologo Vito Terribile Wiel Marin, lo stesso che lanciò, contemporaneamente, un appello ai presunti possessori del vero cranio di Petrarca affinché lo restituissero (cosa ad oggi non avvenuta).
Tutto cominciò quando, in occasione del settimo centenario del poeta, si volle aprire la sua tomba – collocata sul sagrato di Santa Maria Assunta ad Arquà – per verificare lo stato di conservazione delle ossa e, attraverso le tecnologie della ricostruzione 3d, provare attraverso queste a ricostruire la fisionomia del Petrarca.
Però, se lo scheletro è quello di un uomo alto e robusto, il cranio, malconcio, apparterrebbe ad una persona vissuta tra il 1134 e il 1280 e presumibilmente donna.

Questa è solo l’ultima delle peripezie di cui il corpo di Petrarca fu protagonista.
Nel 1630 tale Tommaso Martinelli aveva forato l’arca in un angolo e trafugato, per poterle rivendere, alcune ossa del corpo. Beccato dalla giustizia veneziana, fu condannato all’esilio, ma a sparire dalla circolazione non fu soltanto fra’ Tommaso ma anche la sua preziosa refurtiva (quindi, meno un avambraccio!).
1873: nuova ricognizione del corpo. Il professor Giovanni Canestrini, docente di anatomia a Padova, solleva la testa del poeta e questa si sgretola tra le sue mani. Venne risistemata (precursori d’Art Attack?), ma, chissà, forse fu allora che venne sostituita per rimediare al danno. Prima di ciò, ne era stato tuttavia fatto un calco,  custodita gelosamente come prova della reale capoccia.
Arriviamo infine al 1943: per salvare il corpo dai bombardamenti, venne trasferito in gran segreto a Venezia, nel Palazzo Ducale, ove rimase fino al 1946. Sarà stato forse allora che qualche gerarca rubò la preziosa testa?

Del resto, i furti e le manomissioni di “salme famose” sono tanti e tanti, nel corso della storia – per chi non lo sapesse, anche Shakespeare e Leopardi sono sepolti senza testa-. Caro ladro di teste eminenti (o suo erede), se stai leggendo questo articolo, sappi che hai la nostra stima per esser riuscito in tale impresa. Se non vuoi proprio restituirlo, sappi almeno prendertene ben cura.

 

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