Hana la yazida è un libro scritto da Claudia Ryan. La protagonista non è realmente esistita – non si tratta di un testo autobiografico o una raccolta di storie di vita – ma diventa pretesto per narrare la vita di tante donne nelle terre in mano ai militanti dell’Isis.

Il 3 Agosto 2014 poteva essere un giorno come tanti a Sinjar dove vive una popolazione non troppo diversa da noi: lavoratori, brave persone, famiglie. L’unica nota stonata: sono degli infedeli. Gli estremisti dello stato islamico non possono perdonare tutto ciò ( che poi…cosa? avere una libera fede? ) e così assediano la città uccidendo tutti gli uomini e vendendo le donne nel mercato delle sabaya, le schiave.

Inizia così la storia di Hana che vede la sua famiglia vittima del genocidio numero 72:

«La mia gente è abituata ai genocidi… c’è un ricordo orale che si tramanda: 72 volte tentarono di sterminarci. Ma per chi lo vive sulla sua pelle è diverso, non è una consolazione sapere che è già stato fatto prima, in quel momento sei solo terrorizzato e preghi di salvarti. O di morire, dipende…».

Viene divisa dalla sorella e a lei non rimane altro da fare se non cercare un modo per scappare dai suoi padroni che la stuprano innumerevoli volte. La storia di Hana, romanzata e anche descritta con tratti edulcolorati rispetto alla vita reale, è piena di visioni macabre e torture. Chi ha forza di vivere potrà avere una speranza? “Convertiti e diventerai mia moglie”, un insulto per una donna piena di cultura e indipendente come Hana.

“Allah ci ha detto che Melek Taus (divinità degli Yazidi ndr) non è Dio. Ci ha detto che è il diavolo e, poiché voi lo adorate, non avete alcun diritto e ci appartenete. Possiamo vendervi o usarvi come più crediamo. Dovete annullarvi alla nostra volontà”».

Per evitare che le donne oppongano resistenza vengono denutrite e nel poco cibo fornito c’è del tranquillante. Così Hana perde la verginità, se stessa e tutto il suo mondo. Tornare alla vita normale dopo la prigionia non è semplice ma la storia raccontata ad alta voce può far trasparire il dolore e la rabbia verso chi usurpa lo stesso nome del suo Dio.

Hana la Yazida è pubblicato da San Paolo; sul sito della scrittrice potrete trovare un estratto del l

 

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