La donzelletta, in questo libro, non vien ma piuttosto va alla campagna e ne tira fuori un libro: strepitoso.

Arriva in libreria questo volume con un gallo, un maiale e una mucca che ti guarda in copertina. A prescindere dalla mia personale simpatia verso le copertine con degli animali raffigurati sopra, che risvegliano in me un istinto da lettrice wwf per cui devo per forza iniziare il libro, una volta -e direi finalmente – distolto lo sguardo dall’illustrazione vi cito testualmente quali sono state le prime parole lette da Fottuta campagna:

 Il buio in campagna è come il ragazzo delle ONG che
raccoglie le firme per strada:  se restate calmi e
proseguite decisi nel vostro percorso, lui s’intimorisce e
non vi disturba, ma se gli fate sentire l’odore del panico è finita.

E’ fatta. Lo devo leggere.

E scopro che l’autrice, un’attrice comica e presentatrice tv, Arianna Porcelli Safonov, in preda a quella che lei definisce depressione urbana molla non capra e cavoli, ma piuttosto ci si dirige verso e si lascia alle spalle tanto il suo passato da cittadina romana quanto quello trascorso a Madrid per trasferirsi in un fienile in piena campagna.
Rospi grossi come maiali, pavoni che urlano nella notte, capre che fanno tutt’altro che ciao, vicini ubriaconi o ladri di frutta: tutto sembra voler terrorizzare e portare l’impavida neo campagnola a ritornare sui suoi passi, ma Arianna accetta la sfida dei campi e persevera imperterrita nel suo intento.
Campagna come solitudine e tremendo silenzio (eccezion fatta per gli animali, quelli non tacciono mai), come imprevisti e scoperte; come nuove amicizie e vecchie che vengono a trovarti disturbando la tua quiete o ancora come maschi di città disposti a scalare montagne per raggiungere nostra signora del fienile per un tentato accoppiamento. Campagna come natura, selvaggia e imprevedibile, per nulla idilliaca come Titiro insegna sin dai banchi del liceo.
Ce la farà a spuntarla?

Diviso in capitoli che alternano ricordi della vita precedente e del suo interminabile viaggio in jeep da Madrid al fienile nell’Oltrepò pavese a racconti della sua nuova vita bucolica, il libro scorre leggero e brioso e fa morire dal ridere. Al di là delle avventure dell’autrice, la carrellata di personaggi che fanno comparsa sono altrettanto memorabili: impastati di buon sangue, cibo sano e vino (o probabilmente soltanto di vino), è facile immaginarli allegri e rubizzi tra una festa della birra e l’altra, una degustazione di prodotti tipici e una confettura di frutta. E, l’autrice raccomanda, tenetevi cari quegli amici che in campagna sanno anche guidare un trattore: saranno i vostri eroi nel momento in cui inizierete a fare i conti con le buche di strade tutt’altro che asfaltate.

Fottuta campagna è anche un libro che si concede qualche invettiva qui è lì. Il vivere urbano e le sue contraddizioni sembrano davvero infastidire e preoccupare la protagonista, on riducendosi pertanto a mero pretesto narrativo. Così, nonostante questo libro pare voglia invitare a desistere dall’intraprendere il sogno di una vita verde e sana, l’effetto è piuttosto opposto e si cominciano a cercare nello sgabuzzino gli stivali e la zappa. O almeno, questa è l’esigenza che ho sentito io (poi ho visto il mio basilico morto in balcone e ho capito che è meglio se non mi muovo da dove sto e limito il danno alle mie piante domestiche).

Insomma, se state cercando una lettura che sia puro intrattenimento, Fottuta campagna è il libro che fa per voi. Un libro in cui tutto è meraviglioso e terribile al tempo stesso, in cui niente e prevedibile e anche andare a fare jogging tra i campi può rivelarsi un’occasione di scampata morte. Buon divertimento!

Consigli di lettura: sulla stessa scia di ilarità e leggerezza, vi consiglio Ricette umorali, di Isabella Pedicini. Un trattato gastrofilosofico dedicato al piacere della lettura e del buon cibo in cui le ricette sono organizzate in base all’umore di chi cucina e agli strumenti di lavoro utilizzati.

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