La storia di Maria Goretti diventa un’inchiesta, alla ricerca del modo di vivere della gente dei primi anni del ‘900. Il 6 Luglio del 1902 una piccola bambina di 12 anni muore per mano e punteruolo di Alessandro Santarelli e viene proclamata santa nel 1950 poiché simbolo delle violenze da stupro. Cosa è successo? Perché viene uccisa?

Aurelio Picca, attraverso i racconti di persone vicine a Maria, ricostruisce non solo la storia dell’omicidio ma anche la mentalità e il sistema di credenze di quell’epoca che sembra così lontana a noi.

“Quella dei Goretti fu una famiglia numerosa. L’Italia faceva figli. L’Italia non abortiva. L’Italia non poteva neppure immaginare l’utero in affitto. Mia nonna, la madre di mia madre, partorì ventuno figli. Ne rimasero in vita otto.

La povertà non si nascondeva, anzi, rendeva l’uomo degno: aveva qualcosa di sorprendente. I poveri non erano cenciosi e timorosi del mondo. Avevano forza e affrontavano, con Dio, il dolore e la morte.

I poveri di allora non mangiavano merendine e patatine fritte. Non si vestivano con la plastica. Non avevano un abito per il lavoro e uno per il tempo libero; uno per lo sport e uno per fare jogging.

Però paradosso della povertà, le loro scarpe (di cuoio) erano fatte a mano dai calzolai; le camicie erano di cotone, e giacche e pantaloni e pastrani e cappotti, anche se nel corso di una vita intera sarebbero stati sempre quelli, erano opera di un sarto. Ci avevano messo le mani la pantalonaia, la camiciaia. I poveri indossavano roba buona. I poveri non erano pezzenti vestiti dagli scarti del petrolio”

Maria Goretti adesso ha un santuario tutto suo  – Nettuno -, quella bambina dai capelli di stoppia che sorrideva sempre anche se veniva richiamata. Non per prendersi gioco degli altri, ma per gentilezza, lei che ha vissuto una vita che adesso superficialmente definiremmo difficile: povertà, malnutrizione, malaria.

“Lisà ha sete di quella ragazzina. Vuole a tutti i costi entrarle dentro con il corpo. Marietta gli ha urlato con voce strozzata diverse volte: No! Lui non l’ha udita. È padrone del suo egoismo. Si è trasformato in una manina di Satana già nel giorno della Prima Comunione di colei che avrebbe dovuto essere una sorellina da proteggere. Ora l’afferra con forza per un braccio.”

Il racconto sembra autobiografico, l’autore è scosso dalla morte della giovane e cerca ogni indizio che possa farla “rivivere”. Ricostruisce i luoghi, come la camera da letto con tanto di misure dettagliate, i capelli, il ruolo che ogni personaggio ha avuto nella vita di Maria. Poteva essere sua sorella, poi figlia, cosa avrebbe potuto fare?

Il libro è scorrevole, si legge velocemente e l’ebook è ben curato nei particolari con una formattazione ben ordinata. Il cartaceo si può ordinare presso la Libreria Villaggio Maori oppure online sul sito SanPaolo.

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