La storia di un ragazzo cresciuto con l’America negli occhi, ma niente Statua della Libertà o grattacieli:  solo calciatori e immensi campi da gioco sudamericani.Tuttavia, questa passione resterà soltanto sullo sfondo, quasi come un leit motiv che accompagna una narrazione impiantata su tutt’altro.
Peppe Blagano è un ragazzo a cui, fondamentalmente, accadono le cose senza che davvero le abbia scelte per sé. Le uniche due decisioni da lui prese si collocano ai due estremi della storia: la prima, ovvero quella di vendere tutto e lasciare il nord Italia per tornare a vivere nel paesino calabrese, terra natìa dei suoi genitori; la seconda, che giunge quasi inaspettata e pone fine ai suoi giorni di uomo vissuto come una foglia al vento.
Infatti, arrivato in Calabria gli affari non filano lisci come aveva prospettato: non sa che in che attività investire ma, soprattutto, come reperire i fondi e successivamente estinguere il suo debito contratto con gente poco raccomandabile. Quello che segue è quasi un chiché, ma purtroppo specchio di una realtà fin troppo ben riprodotta -soprattutto se si bada al contesto del romanzo, ovvero gli anni ’80: un susseguirsi di Onorevoli con la O maiuscola, uomini di fiducia, clan ndranghetisti e sbirri.

Blaganò raggiunge infine la sua tanto agognata Colombia ma non per andare a vedere una partita allo stadio: diventato una delle pedine della mafia, lavorerà per estinguere il suo debito insieme ai narcotrafficanti.

Ora che gli si prospettava la partenza per quel continente magico,
provava disagio. Era piuttosto preoccupato. L’idea che un mafioso lo
tenesse in pugno non poteva rendergli piacevole questo primo 
soggiorno latinoamericano.

Questo romanzo, piccoletto e simpatico già a vedersi, ha un gran ritmo e scorre veloce come un film. Il punto di vista del narratore pare essere lo stesso di quello del Blaganò: un po’ trasognato, un po’ ingenuo, in grado di mitigare anche le scene più crude, ma fondamentalmente consapevole. Mi ha divertita e appassionata, nonostante di solito evito storia in cui compaiano anche raramente mafia e pistole.
Fa venire anche un po’ fame (o forse quello è proprio un problema mio, basta poco per risvegliarmi l’appetito), soprattutto all’inizio quando inizia ad elencare leccornie varie calabre. Insomma, ottima prova di scrittura per il suo autore, Claudio Metallo!
E’ arrivato in libreria insieme a tanti altri testi della Casa Sirio Edizioni, una fantastica casa editrice indipendente molto “pop” e molto attenta a viziare i suoi lettori… libraia compresa.

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