Ma, ma… non mi riconosce?  Sono quello famoso, quello che scrive…
Letterati e pseudonimi. I più famosi e i loro perché.

Italo Svevo: sfido a trovare chi non sappia già che dietro questo nome si cela Aaron Hector Schmitz, che omaggia le sue diverse radici (madre italiana e padre tedesco) nel suo nome d’arte. Più controversa la questione del cognome di Umberto Saba, il fu Umberto Poli: Quel Saba sarà stato adottato in memoria delle origini ebraiche della madre (in cui tale parole significa “pane”) o per amore dell’adorata balia, detta Beppa Sabbaz?

Mary Westmacott: questo è il nome con cui la giallista Agatha Christie si concesse attimi di tenerezza pubblicando romanzi rosa e sentimentali. Inutile dire che ebbero un successo inferiore ai suoi geniali esperti del crimine.

Curzio Malaparte: scrittore, giornalista, poeta, saggista,  Kurt Erich Suckert adottò il cognome d’arte come ironica paronomasia con Bonaparte.

Honorio Bustos Domecq: è una sorta di prendi due, paghi uno. E’ il nome con cui Jorge Louis Borges e Adolfo Bioy Casares firmarono i loro romanzi scritti a quattro mani. I due scrittori inventarono anche una biografia fittizia del personaggio secondo la quale Honorio è nato a Pujato, è di cittadinanza argentina, e fu scrittore precoce nonché eminente poligrafo.

Pessoa. Come sparare sulla Croce Rossa. Non aggiungo altro.
(https://www.facebook.com/paroleincartate/photos/a.679193372206526.1073741828.678952152230648/838718209587374/?type=3&theater)

Richard Bachman: durante i primi anni della sua carriera, l’editore del re dell’horror contemporaneo riteneva opportuno non sfruttare troppo il “brand” King, ma Stephen King voleva comunque pubblicare. Giunsero al compromesso pseudonimo. Richard deriva da Richard Stark, anche questo nome d’arte dell’autore Donald E. Westlake; Bachman dal nome di una band che King ascoltava a quel tempo. Anche per Bachman fu scritta una biografia fittizia, e solo successivamente fu rivelata la sua non esistenza. A tal proposito, King scrisse che era infine morto per  “cancer of the pseudonym, a rare form of schizonomia”.

Robert Galbraith: è lo pseudonimo con cui J. K. Rowling ha pubblicato i suoi romanzi non potteriani (dire “per adulti” mi sembra scorretto: generazioni di non-ragazzini potrebbero facilmente smentire questa affermazione!). Spacciato per un autore al suo debutto, il nome deriva dall’accostamento di Robert, da Robert Kennedy, eroe dell’autrice, e il nome che aveva inventato per se stessa nell’indanzia, Ella Galbraith.

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