Ma, ma… non mi riconosce?  Sono quello famoso, quello che scrive…
Letterati e pseudonimi. I più famosi e i loro perchè.

Oggi ve ne racconterò delle belle ed antiche. Mi riservo al prossimo appuntamento quelle novecentesche e altrettanto curiose. Incredibili storie di identità nascoste!

Metastasio: librettista e drammaturgo, voleva per sè un nome ellenicizzante (spacconeria letteraria) e che significasse mutevolezza, eclettismo. Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi scelse così, giocando con il suo congnome )spacconeria letteraria 2.0), un trapassi come “passare attraverso”, con il greco metàstasis.

Voltaire: François-Marie Arouet, il giovane ribelle per mostrare la distanza con il padre ed il suo mondo, firmò quanto scritto durante la sua prigionia alla Bastiglia anagrammando il nome di famiglia Arouet con le iniziali di Le Jeune (il giovane). Non scervellatevi: secondo la Voltaire Foundation, a quei tempi le lettere I / j e u / v erano intercambiabili.

Curreer, Anton e Ellis Bell: sotto le spoglie di questi tre bei figliosi, si nascondono tre sorelle. Charlotte, Anne ed Emily Brontee, autrici rispettivamente di Jane Eyre, Agnes Grey e Cime tempestose (oggi il più noto delle tre opere, uscite tutte e tre nel 1847, ma all’epoca il più subissato dalla critica). Ritenevano che firmare al maschile avrebbe dato loro più credibilità e le avrebbe protette dai pregiudizi allora vigenti nei confronti della scrittura al femminile. Diversamente per George Eliot: Mary Anne Evans assunse lo pseudonimo per vezzo, non avendo problemi di credibilità in quanto di rango sociale elevato e compagna dell’editore Lewes.

Boz: questa è facile. E’ il nome con cui il giovane Charles Dickens pubblicò i suoi Sketches. Meno facile è scoprirne l’origine. Deriva, infatti, da un nomigliolo affibiato al fratello minore Augustus. Era solito chiamarlo Moses come il personaggio de Il vicario di Wakefiedl. Il nomignolo col tempo diventò prima Boses ed infine Boz.

Joseph Conrad: molto, molto meglio di Józef Teodor Konrad Korzeniowski. O sicuramente più  “anglosassonizzante” e spendibile. Vuoi mettere firmare autografi con sto nome lungo un treno?

Guido Landucci, Cap. Guido Altieri, E. Bertolini, S. Romero e un’altra quarantina circa: no, non sono i nomi dei ladroni di Alì Babà (ma scommetto anche loro ne avessero adottati e probabilmente per gli stessi motivi di questo autore). Sono tutti pseudonimi di Salgari, adottati da quest’ultimo per sfuggire ai propri creditori e pubblicare con altre case editrici, oltre che per quelle in cui era già sotto contratto.

Annunci