Gli autori sono spesso un po’ strani quando si trovano con una penna in mano: tra manie e veri e propri capricci, spiccano tra loro quelle al femminile di Virginia Woolf. E capisci anche perché voleva “a room of one’s own “: così da poter essere bizzarra in santa pace.

Virginia Woolf, autrice di cui non staremo qui a tessere le lodi, è uno di quei casi che fa comprendere quanto talvolta la penna, e per metonimia la scrittura,  nella vita di un autore sia ben più di un mero strumento d’espressione, ma piuttosto una vera croce e delizia. Nessuno dei vocaboli è stato sinora scelto a caso: per la scrittrice, infatti, l’atto pratico dello scrivere era una vera e propria fonte di piacere (oltre che di svariate ossessioni), sin da bambina: già dall’età di undici passava così da una penna all’altra, cercando tra esse quella in grado di darle la sensazione perfetta. Forse anche per questa intima soddisfazione, anche da adulta quando finiva di scrivere un libro iniziava a sentirsi depressa.

Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno?
Avete idea di quanti sono scritti da uomini?
Sapete di essere l’animale forse più discusso dell’universo?
(Una stanza tutta per sé)

Leggeva e scriveva in maniera quasi compulsiva per colmare le lacune lasciate da una mancata formazione universitaria, quella che lei definiva una “vera educazione”. Ma quando si parla di Virginia Woolf, immaginarla banalmente seduta ad una scrivania è un errore: preferiva invece scrivere in piedi, servendosi come supporto di un tavolino alto dal piano inclinato e usava solo tre tipi d’inchiostro: verde, blu e porpora, riservando quest’ultimo solo alle lettere. La posizione privilegiata del testo rispetto all’autrice le permetteva di osservarlo così come un pittore osserva la sua tela: a distanza, per averne una visuale migliore.
Il tutto, però, non oltre le due ore e mezza al giorno, tempo massimo da dedicare all’a creazione. Altro che strategie d’ispirazione: sfido a stare più di quel tempo in piedi!E a proposito di ispirazione, non sai mai dove e quando possa colpirti:  La Woolf decise di scrivere il seguito del romanzo Una stanza tutta per sé mentre era nella vasca da bagno!

Se queste stranezze non vi fossero bastate, nel link qui sotto potrete trovarne una collezione di ben 59!
http://www.sulromanzo.it/blog/59-cose-che-non-sapevi-su-virginia-woolf

Al prossimo appuntamento!

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