Tralasciando il fatto che prima di questo libro non sapevo che forma avesse un’ocarina e, soprattutto, immaginavo che il tango andasse solo di fisarmonica, al di là di ogni arricchimento culturale/musicale, questa raccolta di racconti è stata una piacevole sorpresa.

Motivo numero uno: a me non piacciono le raccolte di racconti. Questa narrativa a bocconi spesso mi delude ed infastidisce, i racconti si concludono talvolta frettolosamente e senza avermi lasciato nulla di significativo. Questi sono invece degli interessanti squarci di vita dei vari protagonisti, arrivano dritti al cuore della questione e adempiono al loro scopo di intrattenimento.

Motivo numero due: cosa hanno in comune un suonatore, una strega, una cantante, il demonio in persona? Il tango, sottile fil rouge che collega tutte le storie senza risultare mai preponderante. Ogni racconto è del tutto a se stante ma quasi con una musica di sottofondo: una melodia tanguera, che sia suono d’ocarina o canto appassionato, avvolge l’intera raccolta.

. — Un tanguero deve portare un’ombra sul volto,
un cerotto sul cuore,
e una pallina sempre in tasca —.
Detto ciò, cadde morto con la faccia nel piatto
di stufato di muflone patagueño e
Diego Alvaro de Marenquio Manasero y Gregorio
restò interdetto.

I racconti sono vari nelle tematiche ed altrettanto nei toni. Ambientati tutti in un’atmosfera sudamericana, si passa dalla storia di Diego Alvaro de Marenquio Manaseo y Gregorio, personaggio che è quasi una caricatura alla ricerca dei tre elementi che lo renderebbero un vero suonatore di tango, ad una prostituta esperta in sapori, ad una strega di frontiera dall’inspiegata giovinezza, ad un matrimonio imminente ed un amore impossibile. Si passa così dalla leggerezza del primo racconto, il più lungo e divertente di tutti, in cui si impone sulla scena un personaggio donchisciottesco (come lo definisce la quarta di copertina), al tono velatamente malinconico di altri, una malinconia declinata sempre in modi diversi ed accompagnata da altri sentimenti forti quali la passione amorosa, la volontà di vendetta, la tristezza di un abbandono, la spietatezza di un assassinio.

Otto centimetri, più o meno uno,
per ogni lacrima che mi hai costretto a versare,
uno per ogni minuto in cui il mio cuore
non ha più battuto, scomparso, volato via,
quando mi hai detto che il nostro amore era finito.

Altro punto di forza di questa raccolta è sicuramente il linguaggio: un testo scorrevole ma non per questo privo di ritmo e lirismo, con racconti dalla struttura quasi poetica, taglienti nella loro brevità.
E infine, come non esser felice di possedere un libro già autografato dall’autore? Le sorprese di Gorilla Sapiens edizioni: inviare i loro testi alle giovani libraie con tanto di dedica dell’autore, Francesco Scarrone.
Sul sito della casa editrice potrete trovare, oltre ad un’ampia rassegna stampa, anche un estratto del primo racconto ed una serie di video con monologhi tratti da altri brani.
Qui: http://www.gorillasapiensedizioni.com/libri/di-lama-e-docarina

Diciamo che quando arrivano questi libri così belli in libreria spesso la cosa si rivela controproducente: va a finire che li compro tutti io. Triste storia di una libraia rimasta povera ma con buoni gusti letterari.

Consigli di lettura! Vi ricordate la recensione di Agua Real
( https://paroleincartateblog.com/2015/12/03/agua-real-romanzo-siciliano-in-salsa-sudamericana/) ? Già in quell’occasione vi avevo consigliato di leggere Di lama e d’ocarina. Non mi resta che suggerirvi di leggere Agua Real!

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