L’appuntamento con il fumetto, lettori, oggi si rinnova attraverso l’epica storia di una scimmia. Niente adattamenti grafici ispirati al film di King Kong o Kung Fu Panda, bensì una storia leggendaria illustrata da Jeremie Moreau e corredata dai testi di Wilfrid Lupanò. Partendo dalla Francia, grazie alla casa editrice TunuéLa scimmia di Hartlepool arriva in Italia raccontando una vicenda divenuta quasi proverbiale e di grande eco nella civilissima Gran Bretagna. Presto capirete il motivo.

Proprio a sud-Est dell’Inghilterra nel villaggio di Hartlepool naufraga una piccola nave francese. A bordo della stessa e tra i sopravvissuti figura la nostra simpatica scimmia la cui vivacità e scaltrezza, aspetti tipici della sua specie, sono in subordine rispetto all’insolita veste che indossa: quella da ufficiale francese. Simile foggia, in un luogo popolato da personaggi gretti e retrogradi, innescando un fraintendimento ai limiti del surreale condurrà a intentare un processo ridicolo e grottesco contro l’animale, additato come spia di Napoleone. Gli abitanti inglesi odiando  i rivali francesi, pur non avendone mai visto uno di persona, non distinguono le fattezze umane da quelle scimmiesche e non si lasciano istruire da qualche mente luminare. L’importante è individuare il colpevole, il capro espiatorio, il diverso.

Non c’è bestia più pericolosa dell’uomo diceva un noto umanista.

L’inversione dei ruoli uomo-animale/animale-uomo è il vero leitmotiv di tutto il testo: poco più di cento pagine dal forte impatto emotivo e dal chiaro proposito pedagogico. La graphic riesce nel suo intento: leggendo le tavole dense di colore, di umorismo e di pathos del team francese si impone al lettore la necessità di una sosta e di un momento riflessione. La storia leggendaria della nostra protagonista, infatti, assurge a simbolo del razzismo dominate, oggi come allora, la società umana. Una favola nera che diventa parabola universale dell’intolleranza: a testimoniare la capacità insita del fumetto di essere la modalità giusta per affrontare in maniera leggera e, in questo caso specifico, farsesca e surreale tematiche di interesse sociale.

I disegni di Moreau dal tratto morbido leggermente sfumato ed evanescente contribuiscono a conferire un clima di attesa e di sospensione all’intera sceneggiatura. La prevalenza di colori forti e scuri evoca, anche a livello cromatico, la violenza e la bestialità dell’azione dell’uomo ignorante, odioso e truce. Un registro umano toccante e drammatico quello del testo: sempre originale, dai toni graffianti e, a tratti, umoristici.

rosso

L’edizione è arricchita da un saggio, illustrato dagli stessi autori, di Pierre Serna: professore dell’università della Sorbona nonché direttore dell’Istituto della Storia della Rivoluzione Francese. Un corollario prezioso e molto istruttivo, facilmente comprensibile e fruibile che, grazie alle ironiche vignette,  chiarisce le origini del pensiero razzista in Europa.

razzismo

 

 

 

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