Jules Verne stava troppo avanti. Forse così avanti da essere già nel futuro: leggere i suoi romanzi per credere!

Come il nostro Salgari (https://paroleincartateblog.com/2016/04/13/la-curtigghiara-sandokan-e-i-marziani/), anche Verne non era da meno: una fantasia galoppante ed una incredibile prolificità narrativa, secondo le statistiche UNESCO rendono il visionario scrittore il secondo al mondo per popolarità con opere tradotte in 148 lingue.
La sua formazione tutt’altro che scientifica non inibisce la sua capacità d’inventare macchine incredibili e sorprendentemente simili a quante esistenti oggi.

Cosa pre-inventò lo scrittore? L’aereo, l’elicottero, l’aereo a vettore di forza variabile, i sottomarini elettrici (il Nautilus fa uso di elettricità, impiegando batterie di sodio-mercurio), il telegiornale (una serie di notizie non da leggere, ma “dette” ai fruitori), le vele solari (nel suo caso utili ad alimentare le navicelle spaziali), la pistola elettrica, le video conferenze, e le scritte aeree. Il tutto sempre basandosi su quanto disponibile nel mondo reale, senza materiali o sostanze inesistenti a suffragio delle sue visioni.
Predisse, inoltre, la costruzione della Ferrovia transiberiana e della Ferrovia transmongoliana (in Claudius Bombarnac, 1892), la possibilità di passare per tutta la Via marittima del Nord durante una sola navigazione (in L’Épave du Cynthia, 1885).

Ma la cosa che più sconvolge i lettori e fa sospettare il possesso della macchina del tempo, è la serie di coincidenze tra il lancio del primo modulo lunare del 1969 e quanto descritto da Verne in Dalla terra alla luna e Intorno alla luna. infatti, il “proiettile” spaziale di Verne, il Columbiade, sparato da un cannone così grosso e forte da vincere la gravità terrestre, poteva ospitare al suo interno tre astronauti, così come l’Apollo 11 e l’Apollo 12. I cosmodromi, tanto il reale quanto il fittizio, si trovano entrami in Florida ed anche la località in cui avviene il lancio verniano (Stones Hill) non è così distante dalla base di Cape Kennedy. Infine, il vettore di Jules viaggia verso la luna ad una velocità di 40.000 km/h contro i 39.000 del vettore reale e la destinazione è raggiunta pressoché nello stesso tempo!

Jules Verne si fa anche Cassandra e prevede, in L’eterno Adamo, romanzo postumo, un gravissimo cataclisma che fa sprofondare i continenti sotto le acque e minaccia la vita sulla Terra. Una regressione geologica e storica, in cui gli esseri umani perdono le loro abitudini, le tecniche e le tecnologie, l’abbigliamento e la parola tornando alla bestialità originaria: speriamo che almeno in questo si sia sbagliato.

Per approfondire:
http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/02/10/foto/le_invenzioni_di_jules_verne_diventate_realt-183707/1/#media

La Curtigghiara vi saluta toccando ferro e vi augura un buon weekend, dandovi appuntamento a mercoledì per altre bizzarrie d’autore!

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