Non amo i gialli forse perché non ne ho mai letti. Il mio massimo sono i thriller storici, infatti il primo libro importante che abbia mai letto dopo i numerosi fumetti di Topolino, La fattoria degli animali di Orwell e Il piccolo principe fu Il codice Da Vinci di Dan Brown. Il primo di una serie che si è fermata circa cinque anni fa. Io sono Kurt mi ha dato il modo e la voglia di approcciarmi ad un genere ormai dimenticato nel mio cuore.

Kurt, chiaramente, non è il vero nome del protagonista ma è come se questa personalità vivesse una vita tutta sua, una sorta di bipolarismo: Kurt esce fuori proprio quando Andrea ne ha bisogno. Il temperamento ricorda sicuramente quella dell’idolo Kurt Cobain di cui si impossessa il nome, ma attenzione! Non è la moda del momento, Andrea vive al tempo in cui Kurt Cobain era all’apice di successo nonostante ancora non gli si attribuissero citazioni celebri al limite del filosofico come adesso. Andrea\Kurt vive nel periodo di Fargetta e Prezioso – chiunque ascolti Radio Deejay ricorderà gli amici della cassettina – e fare lo speaker\dj radiofonico era da “ragazzi tosti”. Le ambizioni si scontrano con la vita di Diavolo Bianco, Stefano, che è un vero e proprio bastardo: gli frega i soldi, pratica del sadomaso con diverse ragazze e ne mette incinta una che è davvero importante per Stefano. Rabbia repressa? Vendetta? Non solo.

io sono kurt

Il Diavolo Bianco, ormai sposato, nel 2016 è un riccone che viene rapito da una banda abbozzata da una certa Nadia, che prima lo seduce e poi lo rapisce per chiederne il riscatto. Come finisce Andrea in tutto questo? Dopo anni, Kurt esce allo scoperto e ha molto da dire al suo vecchio amico. La trama è più complessa di quella descritta fin’ora ma per sbrogliarla dovrei fare davvero tanti spoiler che non sono altro che i colpi di scena che questo libro ci riserva.

La magia del racconto però è nello stile di scrittura. Il protagonista racconta come se parlasse un po’ con il lettore, un po’ con se stesso, un po’ con il resto dei personaggi e non c’è un modo per diversificarli. Inoltre ama la musica rock e commerciale: non ho contato i titoli e i riferimenti ma vi dico solo che esiste, alla fine del libro, una sezione dedicata solo per loro. La musica accompagna il racconto, descrive le personalità di ogni singolo personaggio della vicenda e diventa un collante tra la fine degli anni ’90 e il 2016. Strano che questo testo sia capitato proprio a me che tengo un’intera rubrica di musica citata nei libri!

Questo libro lo sconsiglio a chi è abituato a romanzi d’amore, la più bella storia che Andrea vivrà non avrà un lieto fine e non ha neanche le caratteristiche della tipica storiella alla Federico Moccia o, per parlare dei tempi recenti, neanche alla Nicholas Spark.

Edito dalla Fazi Editore fa parte della nuova collana Darkside, scritto da Paolo Restuccia, è disponibile su ordinazione presso la Libreria Villaggio Maori (anche per spedizioni) e non dimenticate di dirci la vostra! Seguiteci su Facebook e Twitter (@paroleincartate)

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