Sepulveda

Mi approcciai per la prima volta a questo romanzo a 10 anni e anche se ero sicuramente troppo piccolo per questo genere di letture, lo lessi tutto d’un fiato. Sicuramente non era adatto per la mia età. Subito mi incuriosì molto come l’autore, Luis Sepùlveda, fosse riuscito in pochissime pagine a trasmettere, in una storia così semplice, così tante emozioni che molto spesso i grandi romanzieri non riescono a infondere.  Oggi, a distanza di 12 anni, l’ho riletto e le impressioni che mi feci da piccolo hanno trovato riscontro nel me adulto.


 

Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.


 

“Diario di un killer sentimentale”, narra uno stralcio di vita di un killer che, giunto alla soglia dei quarantadue anni, comincia ad avere una sorta di crisi di coscienza a tal punto da domandarsi chi fosse quella persona destinata a morire per mano sua.  Il tutto si racchiude in una settimana di racconto in cui il protagonista non solo subirà un forte turbamento professionale, ma a mettere in crisi il suo ultimo incarico saranno anche i turbamenti emotivi dettati dalla sua “fica” francese; la femme fatale che, però, ogni killer non può permettersi di avere.

Luis Sepùlveda, ci regala uno dei più bei romanzi brevi del Novecento. Qui non siamo di fronte a una fiaba moderna per bambini, non ci troviamo in una delle sue più belle storie come La gabbianella e il gatto; in questo romanzo l’odio e il male si scontrano con l’amore, dando vita a un vortice di umanità e sensibilità che sconvolge la vita del nostro killer. Non ha mai sbagliato un incarico in molti anni di servizio, ha sempre portato a termine ogni mandato che gli è stato posto d’avanti, ma ad un certo punto l’umanità emerge forzatamente in questo essere umano quasi del tutto privo di sfera affettiva. Sepùlveda, intriso dello spirito Bukowskiano, da vita ad un’opera fredda, cruda ma che lascia spazio ai sentimenti. L’unica nota “romantica” dettata all’interno del romanzo è la storia d’amore tra il killer e la sua francesina, che a mio modesto parere è più bella di quelle che ha proposto Nicholas Sparks nei suoi innumerevoli, strappalacrime e contorcibudella romanzi. Quella che avrebbe dovuto essere solo una storia di sesso di una notte, si trasforma in una vera e propria relazione che cambia non solo il nostro assassino, fino quasi a farlo apparire sentimentale, ma cambia anche la nostra francesina che da “ragazzina inesperta” si trasforma in una vera e propria donna.


 

Quegli occhi verdi nascondevano il balsamo per eludere i sogni.


 

A casa ho un’edizione un po’ particolare del libro. Questa edizione la comprò mio padre con una vecchia raccolta settimanale dei romanzi più belli di tutto il Novecento, edita da Repubblica. Personalmente ritengo che tutti i romanzi di questa serie siano stampati alla perfezione, nessun tipo di sbavatura di stampa, ottima qualità di carta e ogni volume ha la copertina rigida. In sostanza, promuovo la qualità della stampa a pieni voti!

Spero che la recensione vi sia piaciuta! Ovviamente il libro potete ordinarlo su prenotazione presso la libreria “Villaggio Maori”, in via Anzalone 14 (CT).

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Alla prossima recensione,

Manuel

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