Quattro romanzi, cinquantasei racconti e tre commedie teatrali sono gli habitat letterari di Sherlock Holmes, l’affascinante personaggio ideato da Sir Arthur Conan Doyle.Le sue avventure sono raccontate dal Dottor Watson, alter ego di Conan Doyle, anch’egli laureato in medicina. Il detective di Baker Street fa uso di oppiacei, cocaina e morfina per combattere la noia, non se ne intende di letteratura, filosofia, astronomia e politica, adora i casi di cronaca scandalistica e splatter. In compenso suona il violino, è un abile spadaccino ed ha una capacità deduttiva sbalorditiva.

« Una volta eliminato l’impossibile,
ciò che resta, per quanto improbabile,
deve essere la verità. »
(Il segno dei quattro)

Ma avete presente la celebre frase “Elementare, Watson”? Dimenticatela: mai, né nei romanzi né nei racconti, il personaggio ha pronunciato letteralmente queste parole, ma soltanto espressioni similari. Si va da un «Elementare!» (Uno studio in rosso), senza aggiunta di nomi a «La cosa è di una semplicità elementare» (Il segno dei quattro), ma la celebre frase è sbucata fuori da un film, The return of Sherlock Holmes, nel 1907.
«Elementare, mio caro Watson!»
Idem per la pipa ricurva, la “calabash”, e il berretto da cacciatore, il “deerstalker”: dettagli iconografici apparsi solo successivamente (per mano degli illustratori Sidney Paget e William Gilette) ma mai nominati nei testi, seppure spesso si dice che Sherlock fumi pipe generiche, sigari e sigarette.

Ma qual’è il più grande merito di Doyle-Holmes? Aver reso popolare la criminologia!
Holmes è il primo detective ad applicare il metodo scientifico alle indagini criminali. Osservazione e deduzione: così come l’autore aveva appreso dal dottor Bell, insegnante di medicina, sono due punti cardine tanto della diagnosi medica quanto dell’investigazione,dove però l’abilità di cogliere i dettagli può essere affinata solo con l’abitudine e l’esercizio.

«Non c’è alcun ramo delle scienze investigative
così poco praticato, eppure tanto importante,
qual è l’arte d’interpretare le orme.»
(Uno studio in rosso)

Ma… cosa sapete dirmi sulla fine di Sherlock Holmes? Se non commenterà nessuno, mi toccherà scrivere un altro post!
Da La Curtigghiara è tutto, appuntamento alla prossima settimana!

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