A contrario di come il titolo possa far sembrare, esso non è un manuale stile “le 10 mosse per far cadere le donne ai tuoi piedi” con tanto di infografiche. Al contrario, il termine manuale lo associamo al significato più accademico dello stesso. Il simpatico ranocchio in copertina rimanda ad un testo ironico come lo è anche il titolo che, invece di usare il termine adulatori, definisce la categoria descritta come dei leccaculo. Dimenticate cosa avete visto in copertina, ottima trovata della casa editrice Fazi Editore, di fatto il libro è un lungo percorso sul perché, come e quando sono nati i leccaculo e come si sono evoluti nel processo storico.

Che tu sia cattolico o agnostico il manuale sa che gli adulatori sono sempre esistiti, sia nel giardino dell’Eden che tra le prime scimmie primordiali. Ho trovato l’analisi di queste due visioni molto stimolanti e finalmente qualcuno mi ha risposto sinceramente alla domanda che ogni catechista ha paura di ricevere: ma effettivamente Dio perché ci ha creati? La risposta di Richard Stengel è più semplice di quanto noi pensiamo. Voleva essere adulato. Che re è un re senza un popolo? La logica è la stessa del pianeta del piccolo principe che non aveva abitanti. Il creatore, nell’Antico Testamento, dà spesso punizioni e prove da superare per mantenere intatto lo spirito adulatorio degli uomini. Per la fazione degli agnostici ed atei invece vediamo riportato come già le scimmie presentino comportamenti da leccaculo per la conquista delle femmine e nei confronti del capo branco.

“Il manuale del leccaculo” è uno scritto sociologico che riesce a raggruppare le tipiche caratteristiche delle lodi in ogni periodo storico, come nell’affascinante e mistico Egitto. Il faraone, Dio sceso in terra, è in cima ad ogni piramide. È l’uomo perfetto, la divinità perfetta, l’amico perfetto. Insomma… è perfetto! Dagli schiavi ai nobili, da tutti era lodato. Andando velocemente avanti nel tempo anche i Greci e i Romani scoprono l’arte della retorica. Ma attenzione! Non tutto il male vien per nuocere, e se non fosse neanche un male? Comporre lodi per i signorotti è un modo per procacciarsi un lavoro, è una caratteristica che può aiutarli nella scalata sociale. Come nel medioevo e nel Rinascimento, quando i poeti se volevano fare questo “lavoro” potevano riuscirvi solo grazie ad un mecenate che li manteneva per ricevere in cambio sonetti per ogni ricorrenza. Ricordatevi che internet non c’era, Shakespeare e Jim Morrison ancora non avevano sfornato le massime di vita che ora noi applichiamo per tutto.

jim-morrison-fake

Lo stile di scrittura è vivace ed alleggerisce il tema grazie al modo in cui è trattato. A volte il tono è così serio che se paragonato alla copertina il tutto sembra leggero ed ironico. I primi capitoli colpiscono per la schiettezza dello scrittore che si oppone al pensiero della società dominante, dove il leccaculo è nell’ultimo girone dantesco. Anzi, se fossimo più gentili e più adulatori andremmo tutti più d’accordo. La penso proprio come l’autore. Sarà a causa del mio carattere che molti definiscono ruffiano ma immaginate un mondo pieno di odio e critiche? Ah…vero. Ci siamo già.

E’ il secondo mio testo della Fazi Editore e fino ad ora nessuna delusione!

Il testo è disponibile su ordinazione presso la Libreria Villaggio Maori. Ricordiamo di seguirci e adularci su Facebook e Twitter (@paroleincartate)

Annunci