Antica saggezza proverbiale o sequela infinita di scempiaggini?

L’abito non fa il monaco.

L’apparenza inganna.

A voi, lettori, l’ardua sentenza!

Certo è che, leggendo Una ragazza tranquilla di Lay Ramirez si pensa, ironicamente, al disturbo di personalità multipla. E’ la protagonista, Margherita, ad essere affetta da tale sindrome. La causa risiede nell’ordinario corso della sua vita: tenore di vita medio alto, lavoretto poco appagante, apparente tranquillità domestica, Barboncino al guinzaglio. No, il mio non è un errore di battuta: Barboncino è il canzonatorio nome del fidanzato della protagonista, noto per quel «succube scodinzolarle appresso» .

Fatta la diagnosi, inizia il gioco delle associazioni mentali: la prima a raffigurarsi nella mia mente è Madame Bovary, l’anti eroina romantica desiderosa di fuggire dalla grigia cappa di noia della vita di provincia e poi la ninfetta per antonomasia, la Lolita di Nabokov. Come loro, anche la giovane Margherita è stretta nella morsa di un destino già scritto o dell’apatia. Il coraggio di osare e l’ostinazione di non piegarsi al gioco sono determinate da qualcuno: un uomo dell’Est di cui la ragazza tranquilla per buona parte del romanzo non conosce nulla.

Quel nome, Johni, lo aveva preso in prestito dall’insegna sbiadita dell’officina in fondo alla strada…

Quest’uomo dall’accento balcanico conquista l’interesse erotico di Margherita e sconvolge la civile, benpensante e conformista «strada dei ricchi».  Una manna dal cielo per la nostra stoica protagonista che legge il Grande Gasby sperando di assaporare il grande sogno americano ed ascoltando gli AC/DC ridesta se stessa.

Finalmente accadeva qualcosa

Un qualcosa di molto diverso da quanto immaginato nelle mutevoli fantasie della giovane sognatrice: «un esercito di giovani Bukowski in erba» , «un giovane artista dei sobborghi americani» o «un esotico ereditiere» . La realtà, infatti, è ben più spigolosa: ha il volto vissuto e l’odore acre di un uomo in tuta da lavoro o jeans sgualciti. Zoran Radic è il vero nome della furia devastatrice, della presenza muta e misteriosa che condurrà Margherita sull’orlo di precipizio…un precipizio non solo mentale.

Un semplice gioco d’amore, fatto di incontri furtivi e banali coincidenze, si rivelerà per la sua malsana vitalità una trappola eccitante quanto pericolosa. Più di una semplice avventura per l’idealista e ingenua protagonista, in balìa delle mani esperte del suo amante.

Una ragazza tranquilla è un romanzo percorso da una vena di forte sensualità. A fare da supporto alla vicenda, dal finale audace e rocambolesco, è una scrittura languida e, a tratti, leziosa e licenziosa. Una voce femminile si racconta in maniera autentica, senza moralismi o censure, attraverso una sensualità irruente, impetuosa. La prosa elegante e, quasi, figurativa dell’autrice si concilia con i toni spesso enigmatici e sfuggenti pertinenti l’intero romanzo.

Alla prossima

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