Leggere è curiosità, scelta, consapevolezza.

Forse, anche persuasione.

La rubrica LO SCAFFALE: GRAPHIC NOVEL  della trasmissione RadioLibri ha presentato qualche settimana fa il Il Ladro di Libri : romanzo grafico d’oltralpe, nato da una fruttuosa collaborazione ed edito da una casa editrice che è una garanzia, Coconino Press – Fandango Editore. A destare in me la curiosità e a innescare l’automatica (e inconscia) operazione di acquisto compulsivo e di lettura vorace del volume è stata anche l’attribuzione alla stessa graphic novel del premio Gran Guinigi 2015 al Lucca Comics & Games.

Daniel Brodin approda nella fervente Parigi dei primi anni ’50 nella veste di sfigato studente della provincia che si trasferisce presso gli zii, militanti del partito comunista, per diventare avvocato e reprimere definitivamente la passione per la poesia che nutre fin dalla prima infanzia. Al diktat familiare, il debosciato ragazzo replica con goffe e impacciate ruberie dell’oggetto dei suoi desideri: i libri. Ma il furto oltre che materiale è soprattutto di contenuto. Reo di plagio, Daniel trova nella dissoluta capitale francese l’ambiente ideale per esprimere le proprie doti di sedicente poeta. Proprio durante una delle serate mondane organizzate dai circoli e dai caffè parigini per i bohemiens della città, il ladruncolo di versi e di strofe, esibendosi nella sua traduzione di una poesia italiana, ottiene il plauso tanto agognato. La pubblicazione su “Les Temps Moderns” è il passo successivo.

Ma nella sala gremita di artisti e poeti maledetti, l’orecchio attento  di uno dei presenti riconosce nei versi dell’astro poetico nascente quelli del dimenticato poeta italiano. Tuttavia, né la minaccia di un’umiliazione pubblica, né l’invito a non ripetere l’episodio servono a mettere a freno la ricerca di fama e di consacrazione del nostro spavaldo  protagonista. Il camaleontico Daniel, infatti, continua a muoversi con destrezza nell’elitario ed esclusivista mondo della Parigi del secondo dopoguerra, rivelandone le consorterie e le contraddizioni che si celano dietro i luccichii e le paillettes.

Questo racconto per immagini ha la forza e la credibilità attinenti al genere biografico. Il lettore vive, attraverso le rapide sequenze dei disegni in bianco e nero, la relazione aperta che Daniel intrattiene con Colette oppure familiarizza con i loschi individui frequentati dall’ex-studente, ritrovandosi in situazioni di impasse e di estrema suspence. Proprio la vivacità delle vicende e la caratterizzazione di tutti personaggi, dal dandy al malavitoso, rendono il fumetto della team Tota &Van Hove un racconto corale che, fungendo da documentario per immagini, restituisce le atmosfere di un’epoca dall’indiscutibile fascino.

La fuga dall’ordinario attraverso quello che è definito come «viaggio perfetto» (largo all’immaginazione) è il tema di fondo di questo romanzo grafico di stampo esistenzialista e di evidente ascendenza letteraria. Ogni tavola disegnata dalla matita di Van Hove ha una composizione lineare: le illustrazioni, seguendo l’ordine cronologico dei fatti, ritraggono ambienti della Parigi dell’epoca, specie interni e bistrot. Mentre il tratto duro, sintetico e molto peculiare delle varie strisce contribuisce a delineare la personalità dei personaggi di cui la graphic è popolata, rendendoli immediatamente riconoscibili al lettore. All’originalità del disegno si giustappone la qualità della prosa di Alessandro Tota, artefice raffinato di una rappresentazione che sebbene non sia interamente storica, data la presenza di personaggi di fantasia, non è mai banale ma leggera e fruibile.

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