Ricapitoliamo veloce: notte, piove, manipolo di intellettuali inglesi, letture di storie di fantasmi, lord Byron lancia una sfida. Chi scrive il racconto horror più pauroso?
Galvanismo. Cos’è? In soldoni, è la contrazione effettuata dal muscolo se stimolato da una carica elettrica. Il fenomeno prende nome da Luigi Galvani, che teorizzò la capacità degli esseri umani di trasmettere una carica elettrica intrinseca dal cervello ai muscoli attraverso i nervi. Eh si, nell’amabile salotto si parlò anche di questo. E della possibilità di assemblare una creatura ed innestare in essa la vita.
Mary Shelley aveva allora solo diciannove anni e non restò immune a queste macabre elucubrazioni. Ebbe un incubo: uno studente inginocchiato accanto alla creatura che aveva appena assemblato, palpitante di vita.
Sfida di Byron accettata: Mary decide di mettere su carta la sensazione di terrore provata da lei medesima in sogno, la stessa immaginata per il creatore di quell’ essere che lo spaventa e ripugna al punto di fuggire e abbandonarlo al destino di un’auspicata morte. Ma l’abominio sopravvive e, sconcertato dalla solitudine, vorrebbe chiedere al suo “genitore” del perché della sua esistenza.

“Satana aveva i suoi compagni
che lo ammirassero e incoraggiassero;
ma io sono solo”

La storia, in nuce, era questa e sarà il marito Percy Bysshe Shelley ad incoraggiare la giovane a svilupparla e farla diventare “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, subito un best seller nonostante l’accoglienza sfavorevole da parte della critica: il testo non ispirava buona condotta, non coinvolgeva il lettore. Duecento anni dopo, ne stiamo ancora parlando.
Immaginate lo shock dei contemporanei quando scoprirono, ormai alla seconda edizione del romanzo, che l’autore si era rivelato essere una donna e per di più di appena ventuno anni!

Da La Curtigghiara è tutto, appuntamento a mercoledì alle 16:00. Intanto, per i più curiosi, buona lettura! https://en.wikisource.org/wiki/Frankenstein

Vi siete persi la prima parte? Eccola qui: https://paroleincartateblog.com/2016/03/10/lacurtigghiara-era-una-notte-buia-e-tempestosa-parte-i/

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