metamorfos

Descriverei la metamorfosi di Kafka come Fantozzi descrisse il film la corazzata Potionki <<E’ UNA CAGATA PAZZESCA>>. Ora… so che non mi beccherò novantadue minuti di applausi, anzi, probabilmente, me ne beccherò ben novantadue di insulti ma per quanto io mi sia sforzato di farmelo piacere, giuro che non ce l’ho fatta. Si, lo so, Kafka  con la metafora della metamorfosi vuole parlarci dell’oppressione sociale e della impossibilità del comunicare, soprattutto, negli ambienti familiari ma onestamente parlando… non è così che si fa o non è così che si intrattiene un lettore incuriosito.


Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto


 

Eppure era partito così bene:  un racconto di cinquanta pagine, una metamorfosi in scarafaggio e poi… noia, noia fino all’inverosimile. Io amo i romanzi brevi perché in poche pagine, se scritti bene, riescono a trasmetterti più emozioni di un grande libro di narrativa; ho divorato in meno di un’ora “il Vecchio e il mare”, in una sola mezz’ora “Diario di un killer sentimentale”, per questo libro vi basti sapere che ho impiegato ben due giorni per finire leggerlo.

Ma veniamo alla storia in se, essa non è male e risulterebbe carina se non fosse troppo contorta.Gregor Samsa, anonimo commesso viaggiatore, si sveglia una mattina trasformato in scarafaggio.  L’autore non solo ci descrive la metamorfosi del protagonista, ma andando avanti nella narrazione ci racconta del mutamento avvenuto anche nella sua famiglia, troppo attaccata ai beni materiali e al passato per poter accettare ciò che è accaduto al loro figlio.

Ma poi… dico io… Perché questo povero ragazzo da un giorno a un altro si risveglia trasformato in un’orribile scarafaggio? Che ha fatto di male? Non ci è dato saperlo, Kafka gioca con la sua vita come se fosse Dio. L’inizio ha dell’assurdo, ma bene o male conquista il lettore e ammetto che ha conquistato anche me e pian piano sono diventavo sempre più curioso di conoscere l’evoluzione di questa storia. L’unico grosso problema è che la trama non si evolve più di tanto, perché che cosa ti puoi aspettare da una famiglia che si ritrova a convivere in casa con uno scarafaggio gigante?! Che lo uccida con una bella dose di DDT! Ma neanche questo accade, prima convivono un po’ con lui, poi dopo che quel povero ragazzo li ha fatti vivere nel lusso e nella bambagia con il suo duro lavoro, lo uccidono perché non riescono ad accettarlo. Ci sono volute ben cinquanta noiose e lunghissime pagine per arrivare a questa scontato finale, ma cosa diamine si aspettavano? Che da un giorno all’altro si risvegliasse di nuovo da umano e che tutto ritornasse tranquillo come prima?  Diceva sempre la mia professoressa di italiano <<Se un libro non vi intriga già alle prima quaranta pagine, non continuate la lettura>>, io invece vi consiglio <<Se un romanzo breve non vi intriga già alle prime dieci pagine, tornatelo urgentemente in libreria e fatevi fare un rimborso!>>

 

Spero che la recensione vi sia piaciuta e che vi abbia dato lo spunto per andare in libreria a (NON) comprare questo libro!

 

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Arrivederci alla prossima recensione,

Manuel

 

 

 

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