Tempo di lettura: due giorni e qualche viaggio in treno da 25 km | Luogo di lettura: libreria/treno | Tipo di lettura: fedeli alla carta

Ho sempre avuto un’attrazione/repulsione per i triangoli amorosi.  Ci tengo a specificare che non ne ho mai vissuto uno: testimone di ciò, il filo spinato che ho installato stabilmente intorno al mio partner; per quanto mi riguarda credo che un uomo sia già abbastanza problematico, figuriamoci due. Al contempo, leggere di storie in cui i sentimenti siano moltiplicati, amplificati, confusi e intrecciati, mi affascina tantissimo. Se ben gestite!

“Chi di noi”, di Mario Benedetti, mi ha lasciato perplessa per una prima buona parte, incuriosita al suo secondo terzo, stupita alla fine. Guarda caso, mi sono ritrovata a che fare con un triangolo di considerazioni!

La storia, unica in sé, è tripartita temporalmente e raccontata da tre voci diverse per tre protagonisti (anche se altri possibili lati del poligono amoroso spuntano qua e la). Miguel, Alicia e Lucas si sono conosciuti a Montevideo in quella meravigliosa età di transizione che è la post adolescenza (in cui, a mio giudizio, si è più confusi ed infelici che nell’ adolescenza) e crescono negli anni ’30 del Novecento.
Miguel è il tipico personaggio in crisi primo novecentesco: anonimo, spettatore della sua vita più che attore, difensore della sua banalità e inettitudine. O almeno è quanto vuole farci credere nella parte in cui è lui a raccontarci del loro passato, in un continuo riferirsi al  presente. Tra i due uomini in questione è lui quello che, apparentemente, potrebbe cantare vittoria, ma la sua indole non gli permette di godere del suo successo al punto da spingerlo, in un misto di rassegnazione ed attesa, a prendere una decisione inaspettata. Ammetto che non mi ha lasciato molto di più di uno dei personaggi sulla soglia dell’esistenza quale potrebbe essere uno sveviano Alfonso Nitti.

Alicia, invece, si racconta in una lettera, che noi leggiamo prima che possa esser recapitata a Miguel. È una lettera di delusione e rancore, cinismo e fastidio, ma anche d’amore, sia passato, che appena nato, che mai sopito. È una donna appassionata che non vuole rassegnarsi all’abitudine: un po’ un cliché, ma fin troppo vicino alla realtà per non essere d’accordo con il suo punto di vista.

“Per me, il nostro amore è sempre stato sottinteso
(il primo grande errore, il primo silenzio sbagliato
su qualcosa che avremmo dovuto dirci, senza temere
per la nostra ridicola intimità; più tardi mi sono convinta
che l’amore ha sempre, inevitabilmente, qualcosa di ridicolo)”

Lucas, inaspettatamente, già presentatoci come uno scrittore, non resiste alla tentazione di trasporre la sua esperienza in un racconto, ed è proprio con un racconto, pieno di note e chiarimenti per il lettore, che si chiude il breve ma intenso romanzo. È, a parer mio, la parte più interessante del testo, ed altrettanto il finale, ben giostrato nella sua prevedibilità e non deludente.

“Chi di noi” è la storia di un amore ordinario, quotidiano al punto da chiedersi quale necessità si cela dietro la stesura di quest’opera. Ma l’abilità dello scrittore sta proprio qui: nel rendere degna d’esser letta, attraverso una sapiente costruzione della trama ed uno stile impeccabile, anche una vicenda di sentimenti reali, umani, comuni. Non è forse questa la magia di una buona lettura? Ed inoltre, al di là della storia d’amore (o d’amori), è un testo, proprio perché così aderente alla realtà, ricco di spunti di riflessione: quanto siamo padroni del nostro destino? Quanto potere abbiamo sulla vita degli altri? Perché la serenità ci stanca?

Preferisco continuare soltanto a leggere di questo e aggiungere la corrente elettrica al filo spinato: le risposte a questi interrogativi sono state sufficienti a farmi relegare ulteriormente nella letteratura questo genere di esperienze.

Di intrecci a “tre” la letteratura ne è piena: dal grande Gatsby a Anna Karenina, da Heathcliff-Catherine-Edgar a Bridget Jones e, perché no, Twilight! Tuttavia…
“Chi di noi” è una forma raffinata di triangolo amoroso: non abbiamo una lei indecisa tra due uomini estranei tra loro, uno dei due reso spesso cervo a primavera, ma abbiamo una rischiosa amicizia a tre e non mi è mai capitato di leggerne di altrettanti interessanti se non in un libro che… attimo di suspance… ancora non esiste! Nella mia breve esperienza di editor mi sono imbattuta in un testo con un raffinatissimo doppio triangolo, in una storia che verte su tutt’altro argomento. Ho catturato la vostra attenzione? State “on”, allora, perché spero di avere presto novità per voi!

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