Quando entrai in libreria per conoscere l’autore di “Evoluzioni mi aspettavo il classico scrittore un po’ con la puzza sotto il naso che tramite la scrittura svelasse la sua parte interiore più macabra. Valerio Valentini invece è tutt’altro: è un “romanaccio”, già questo è tutto dire.  Vale la pena leggere l’intervista realizzata da me insieme alla blogger/libraia: soprattutto perché più che domande a e risposta, è stata spontanea e piacevole una chiacchierata come ve la ripropongo qui, un piccolo “racconto”. La prima parte, la più intensa, la potete ritrovare nel video; di seguito, invece, gli aneddoti e le chicche svelateci tra la pre e post produzione di Evoluzioni.

Il libro ha riscosso subito successo? Lo hai fatto leggere a qualcuno per vedere se fosse un testo che potesse piacere al pubblico?

«Sono entrato in contatto con la casa editrice… sapevo che stava per essere fondata ma figurati se prendevano me! Dicevo: hanno una linea di letteratura inglese, Virginia Wolf e Jane Austin, la collana disagi… ma poi ho avuto i primi riscontri. La mia amica, la prima recensione me l’ha fatta lei ed è una che di solito mi massacra proprio! Invece mi ha fatto una recensione che, dopo averla letta, le ho chiamato e le ho detto ‘ti offro una cena’. Poi ho capito che le è piaciuto veramente quando l’ha comprato e lo ha consigliato ai suoi amici.»

L’aneddoto della “z” al contrario che campeggia nel titolo è quello che mi ha incuriosito di più, ma soprattutto divertito. Infatti originariamente il titolo avrebbe dovuto essere “Evoluzzioni” ma l’editor aveva paura che i lettori lo scambiassero per un refuso ed un ORRORE grammaticale!

Non si parla solo del libro ma anche dell’evoluzione dell’editoria italiana, ad esempio della scelta delle case editrici di cercare “gli scrittori dei social” ovvero quei ragazzi che ottengono 1000 like a post (ricordiamo il caso di Francesco Sole) e sulla base di questo merito diventano una scoperta editoriale.

«Abbiamo noi posti e storie del nostro passato rurale che sono bellissime! Le potremmo scrivere, però in Italia non le pubblica più nessuno. Perché si preferisce pubblicare, e questa è una critica che non faccio solo io, il caso editoriale del momento, il libro di cucina o il libro scritto dal parente di chissà chi. “L’altro” loro lo pubblicano, ma lo prendono dagli altri paesi. Adesso l’intellettuale italiano o chi gestisce l’editoria italiana come pseudo intellettuale,  con l’occhialino rosso e la sciarpetta di seta, si mette su internet o chiama l’amico per chiedere ‘chi hai che si può pubblicare al momento?’»
Anche se le case editrici indipendenti cercano di mantenere uno standard culturale alto, i costi di produzione non permettono un’ampia diffusione, o certamente non al pari di altre case i cui libri li trovi persino in autogrill.

«Se un ragazzino entra in libreria e compra Fabio Volo, io son contento lo stesso. Intanto sta comprando un libro! Poi magari passa a qualcos’altro!», dice ancora Valentini. Il problema è che nessuno più fa il librario, ci sono commessi che non sanno neanche i libri che vendono quindi non può consigliare il neo-lettore. «La maggior parte delle librerie sono catene in cui tu chi ci sta dentro… non è lavoro loro».

Se questa intervista vi è piaciuta fatecelo presente in un commento! Altre presentazioni sono in programma presso la Libreria Villaggio Maori. Se volete porre altre domande ai nostri autori ditecelo che noi li stresseremo!

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