I romanzi d’amore sono l’antefatto di tutti i libri più belli di sempre. Oggi non ti proponiamo storie tragiche alla Romeo e Giulietta, adolescenti con il testosterone a palla come i ragazzi di John Green. Oggi andiamo alla scoperta della storia d’amore più strana del mondo letterario.

Quanti di noi conoscono Guareschi? Oltre alla saga di Don Camillo ha scritto altri testi biografici e romanzi che fanno letteralmente morire dal ridere. Tra questi, oggi parliamo de “Il destino si chiama Clotilde” che porta in scena la singolare storia d’amore tra la suddetta Clotilde, donna di altri tempi molto bella ma soprattutto molto ricca, e Filimario Dublè, l’unico uomo che non la amava anzi la detestava fortemente. Ma dall’odio, ormai si sà, nasce l’amore e così dopo i mille guai che Fili deve passare a causa della viziatissima Clotilde Troll, anch’egli si scopre uno stupido innamorato.

 

il destino di chiama clotilde dichiarazione d'amore
il destino di chiama clotilde dichiarazione d’amore

copertina guereschi il destino si chiama clotildeQuando parliamo di mille guai lo sono davvero! Infatti la ragazza decide di mandare via dalla sua cittadina, Nevaslippe, Filimario e altri 2 gentiluomini solo perché non vuole vederli in giro, senza una vera spiegazione. Da qui inizia l’avventura tra delinquenti che operano attraverso il contrabbando e il dover abbordare donne ricchissime sotto veste d’attori… e tutto questo con Clo alle calcagna.

Un odi et amo che Guareschi riesce ad ironizzare facendomi crepare dalle risate (immaginate le iene di Chi ha incastrato Roger Rabbit “schiattar dalle risate”) fin dalla prima pagina. Tutti i personaggi hanno una propria personalità e lo scrittore usa degli artifizi semplici per descriverli ma molto efficaci, come delle maschere al teatro. Chissà…Guareschi si ispira a Pirandello? Il suo stile porta in un mondo fantastico che però non sembra molto distante dal nostro, anzi. “Favole vere” così vengono definite:

” La storia è una parodia dei romanzi d’appendice ottocenteschi, zeppa di colpi di scena, storie d’amore improbabili, avventure esotiche, scene d’azione, enigmi e rivelazioni assortite, con uso corrispondente dei registri del linguaggio letterario, dal pomposo allo strappalacrime, spesso usati (volutamente) in modo incongruo.” (Wikipedia)

Se dovessimo raccontare questa storia in breve potremmo leggere solo i titoli dei capitoli ( e qui mi esce un bel sorriso, in quanto molto divertenti). C’è un dannato olio di ricino che deve essere bevuto o niente eredità dal nobiluomo Filimario Dublè, una testardissima Clo, i compagni di avventura di Fili: Settembre che fa sempre 12 con i dadi e Pio Pis, innamorato perdutamente della signorina Troll che ha una gamba di legno che spesso deve barattare con i contrabbandieri di oppio. Ci sono saloni ottocenteschi dove i nostri sventurati devono far finta di essere gentiluomini di altre nazionalità.

guareschi

L’immagine di copertina non ha mai corrisposto al mio immaginario. Quella signora dovrebbe essere chi? Clotilde? La  nostra bella Clo? E l’uomo con le corna? Filimario al posto di essere quello si berrebbe il suo dannato olio di ricino invecchiato tipo di mille anni! Il libro in mio possesso fa parte della raccolta Rizzoli su Giovannino Guareschi, dove ad ogni sua opera è associata una copertina con tinta unica e una piccola immagine. Sembra un edizione economica, copertina morbida senza risvolti e carta molto fine.

 

Il testo è disponibile su ordinazione presso la Libreria Villaggio MaoriSeguiteci su Facebook e Twitter (@paroleincartate) e diteci quali sono i testi che vi hanno più fatto ridere e quelli con le dichiarazioni d’amore più strane della letteratura

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