Il primo romanzo di Iside Polizzi è stata una scommessa su entrambi i fronti:  da parte della scrittrice poiché è stato il suo primo romanzo, con cui ha vinto il premio letterario “La Giara” per la regione Sicilia. Da parte mia in quanto lettrice a causa della mia singolare avversione per le storie drammatiche, soprattutto se ambientate nel nostro territorio. Scommessa accettata e vinta.

Roberto è un giovane barista dell’Aquila con un passato complicato alle spalle. Alice è un’anziana giornalista che coltiva un sogno: diventare scrittrice. I due si conoscono per un’intervista alle persone colpite dal terremoto del 2009, com’è Roberto.

Tra loro sboccia una sincera amicizia che metterà in luce emozioni e segreti sepolti nel cuore del ragazzo.

Incontrandosi, scoprono che non è mai troppo tardi per realizzare un sogno e che la vita, proprio quando tutto sembra perso, sta per concedere un’altra possibilità.

Alice intuisce quanto la storia d’amore e dolori di Roberto sia sublime e singolare, ma ancora non sa che lei ne diverrà partecipe. E che scriverà proprio il romanzo della vita di Roberto, diventandone un personaggio.

(Quarta di copertina)

vincitrice premio letterario la giaraIl racconto rende partecipi della storia di Roberto che fin dall’infanzia non ha avuto una vita semplice. Uno dei primi capitoli è dedicato a Desideria, madre del ragazzo, che però non ha nulla in comune con una figura genitoriale. Citando Stromae “Tout le monde sait comment on fait les bébés Mais personne sait comment on fait des papas (in questo caso… des mamans)”. Fortuna però che la famiglia può contare su zia Bianca e la sorella Gemma deve crescere più in fretta dei suoi coetanei.

Roberto si trova in un vortice a combattere per i suoi sogni e ad aprire gli occhi con gli aspetti più tragici della vita: la malattia, il terremoto e la morte. L’Aquila, città colpita dalle forze della natura, è crollata spazzando via non solo tanti battiti che vengono spenti. Ma immaginate di perdere i vostri ricordi? Le foto, gli oggetti che sono impregnati del vostro vissuto. Quando il mio cellulare distruggendosi si è portato con le sé le foto di un anno di vita mi sono sentita svuotata. In confronto mi sto sentendo una povera sciocca. Il terremoto porta via anche vite che ancora devono essere vissute. 

Un libro che certamente vuole dare forza per rialzarsi. Rispetto a quello che ha passato Roberto i nostri problemi universitari\post-adolescenziali sono delle minuzie. La sua storia è talmente drammatica che la giornalista dopo aver sentito il racconto d’amore con Viola (giustamente) chiede se quest’ultima è ancora viva. Domanda lecita, me lo stavo chiedendo anche io e stavo per saltare al finale per vedere se disperarmi o dare ancora una chance alla vita del protagonista.

come l'acqua che scava la roccia

Il testo edito dalla Nulla Die Edizioni è disponibile anche su Ibs e presso la libreria Villaggio Maori. La copertina ha un’immagine molto coinvolgente, mi ha catturata a primo impatto. Sprizza leggerezza con quel bianco ma osservando bene la stampa possiamo immaginare il racconto complicato che ci accingiamo a leggere.

Ed ecco l’intervista esclusiva alla dolcissima Iside, che ci racconta “Come acqua che scava la roccia” dal punto di vista dell’autrice. Inoltre è impegnata con nuovi progetti… ascoltate e buona visione!

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