Quattro punti di vista. Quattro professionalità differenti in interazione. Quattro voci anonime al servizio di un’unica missione.

È la Southern Reach, nelle vesti di agenzia governativa, a constatare la pericolosa espansione dell’Area X: altrove enigmatico ed ecosistema difforme rispetto quello terreste, perlustrato da precedenti missioni esplorative che non hanno colpito nel segno. La dodicesima delegazione, però, ha un’anima e una composizione differente, essendo tutta di segno femminile.

“Inquietante e affascinante.”

Prendendo in prestito gli aggettivi usati da Stephen King, si coglie l’essenza dell’operazione di avanscoperta raccontata in Annientamento. Un romanzo, quest’ultimo, pubblicato da Einaudi, appartenente al New Weird: filone di cui sconoscevo l’esistenza, -in ginocchio sui ceci!- classificabile come “sottogenere della narrativa fantastica, soprattutto fantasy.” (Santa Wikipedia docet.)

Leggere è, anche, sfatare i pregiudizi. La sottoscritta non è una fervida sostenitrice dell’epica fantasy. Eppure, questo excursus entro una realtà alienante, raccontata sotto forma di resoconto e condensata in sole 180 pagine, ha ammanettato la mia attenzione e imposto un ritmo molto lento  e, quasi, sofferto alla lettura.

Profili incerti, allucinazioni, paralisi, suoni gutturali simili a lamenti, entità biologiche indecifrabili e tattiche dilatatorie della psicologia sono raccontate dalla biologa, occhio vigile e solerte del team di esploratrici nonché autrice del diario della ricognizione. La natura impervia ed anarchica dell’ Area X mette in crisi le conoscenze in ambito fisico e animale dell’acuta osservatrice, esponendola ai rischi di un annientamento mentale e fisico mirante ad una trasformazione.

È la biologa, coadiuvata dalle sue compagne d’avventura, ad imbattersi in una costruzione anomala: una torre-tunnel che non è segnalata da alcuna mappa. Tale scoperta, però, non rappresenta la chiave di volta del disvelamento del fitto ed arcano mistero inerente l’Area X, destinata a rimanere un’incognita per il primo volume della trilogia.

L’agone al femminile illustrato nel romanzo di Jeff VanderMeer sazierebbe la voracità del lettore più intransigente, ma alla tensione del thriller l’autore e editore statunitense aggiunge il dato visionario, inquietante e allusivo. La storia della biologa, perciò, si sdoppia nel racconto dell’esperienza di viaggio-suicidio del marito. La volontà di far luce sui misteri di un’entità che sfugge alle leggi fisiche si coniuga, quindi, con un intento personale e un bisogno affettivo. Ma il ritrovamento di un nuovo diario, proprio quello del marito-ex membro della precedente missione, restituirà la verità?

Questo primo atto della saga è, anche, una sorta di inventario della relazione amorosa dei due coniugi-esploratori. Le pagine che analizzano i limiti della loro vita in due e svelano le paure e i fantasmi della coppia sono quelle più riuscite.  La densità dei contenuti e l’introspezione psicologica dei personaggi invita ad immergersi nella quotidianità “malata” di un rapporto palesemente in crisi e a identificarsi totalmente.

Nella scelta di un libro a fianco a motivi logici e razionali ci sono quelli inconsci e impulsivi: tra questi figura la copertina rigida. Se Annientamento non è il libro per voi per l’argomento o la trama riservatevi di gustare la bellezza di un’opera d’arte: l’illustrazione di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, che da sola vale il prezzo dell’intero libro. Sì, sono proprio una spendacciona.

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