Cari lettori, oggi per la nostra rubrica di interviste vi proponiamo quella fatta a Nicoletta Torregrosa! Qualche mese fa abbiamo recensito il primo libro della trilogia “La custode dei sogni- le essenze“.  Essendo rimasti molto entusiasti del suo primo romanzo, abbiamo il piacere di farvi conoscere Nicoletta dietro la macchia da scrivere! Vi consigliamo di leggere il suo primo fantasy e ora che è uscito il secondo romanzo della trilogia intitolato “La custode dei sogni – il risveglio” vi raccomandiamo di correre in libreria e leggerlo! Buona lettura a tutti!nicoletta

(in foto: Nicoletta Torregrossa)

– Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

È una passione “antica”, nata soprattutto tra i banchi di scuola nei primi anni del liceo.
Non ero un’alunna modello, anzi difficilmente riuscivo a seguire le lezioni. Piuttosto preferivo scrivere, nascondendo i fogli delle mie storie tra i quaderni e i libri di scuola, e spesso sono stata colta in flagrante dagli insegnanti.
Ma, oltre alle ore di lezione e alle chiacchierate con gli amici, questa passione è stata alimentata soprattutto grazie al fatto che passavo ore ogni sera a raccontare alle mie sorelle proprio quelle storie, vedendo il loro entusiasmo e il loro coinvolgimento come uno stimolo per pensarne altre.
Ho sempre visto la scrittura come un passatempo e non vorrò mai prenderla come una cosa seriosa, anche se adesso sono una scrittrice: sarebbe più un impegno, una responsabilità e ne perderei tutto il piacere. Scrivo perché mi piace, perché ne sento il bisogno, perché è qualcosa che per me va al di là di qualsiasi merito o traguardo. Scrivo… e non vorrò smettere di farlo!

 

– Cosa ti ha ispirato nella stesura della trilogia “La Custode dei Sogni”?

Inizialmente non pensavo ad una trilogia.
Non pensavo nemmeno a scrivere un libro, in realtà!
Ho cominciato a scrivere questa storia dopo anni e anni di tentativi e solo per il bisogno di farla uscire dalla mia testa… ma è chiaro che ho ottenuto solo l’effetto contrario e ora difficilmente smetto di pensarci.
L’ispirazione è arrivata grazie ai miei personaggi: se la prima volta in cui mi sono trovata a pensare alla Custode è stato grazie all’idea del mondo in cui si sarebbe svolta (giunta insieme ad un livido sul mio braccio e ad una risposta priva di senso che provava a giustificarlo), l’ultima e definitiva svolta è arrivata insieme agli stessi protagonisti della storia che ho cominciato a disegnare nel 2011. Da quel momento hanno finalmente cominciato a raccontarmi questa loro avventura, rendendomi la prima lettrice, facendomi scoprire ogni dettaglio, facendola evolvere, complicandola…  
Indirettamente ho vissuto anch’io con loro questa storia, riga per riga, pagina per pagina, attraverso il loro racconto.
In generale, quando scrivo mi faccio ispirare un po’ da tutto, ad esempio da ciò che ho studiato, o da qualcosa che ho scoperto in qualche ricerca, o semplicemente dalla vita di tutti i giorni. Ma questi sono i piccoli dettagli: in realtà sono proprio i miei personaggi la mia più grande ispirazione!

 

– Quanto ti rispecchi in Matilda e quanto c’è di autobiografico nel suo personaggio?

Anni fa, quando ho cominciato a scrivere le prime bozze del manoscritto, cercavo di mettere in Matilda tutta me stessa, cercando di immedesimarmi ancora di più nella storia, forse nella speranza di scriverla ancora meglio. Era una forzatura ed era anche uno dei motivi per cui, in una delle tante volte, ho messo da parte questa idea: non volevo espormi troppo.
Alla fine, volente o nolente, era inevitabile che nel libro ci fossi anch’io. Fortunatamente non sono troppo presente, anche perché ho fatto di tutto per evitarlo: è rimasta quella parte di me a 15 anni, quella “me” di quando ho cominciato a scrivere i primi appunti e, proprio perché ora non sono più la ragazzina di un tempo, questo non mi dispiace.

 

– Abbiamo conosciuto la Nicoletta scrittrice, ma chi è Nicoletta nella sua sfera privata?

Una persona con la mente in un mondo fantastico, ma che cerca comunque di tenere i piedi per terra.
Sono laureata in Biologia, sto scrivendo il terzo libro de “La Custode dei Sogni”, ma sto anche studiando per l’esame di abilitazione a biologo.
Sono appassionata di libri (fantasy soprattutto, ma non mi precludo nessun genere), di film d’animazione, di fumetti (mi piace seguire le produzioni dei giovani talenti italiani), provo anch’io a cimentarmi nel disegno come autodidatta e la biologia è un’altra mia grande passione.
Reputo prezioso il tempo che passo con il mio ragazzo, con la mia famiglia e con i miei amici.
Adoro stare con i miei nipoti, portarli in giro per musei e palazzi storici della mia città, o vedere con loro tutta la saga di Star Wars o la trilogia di Ritorno al Futuro.
E vi sconsiglio di citare davanti a me Harry Potter, o potremmo parlarne per ore!
Insomma… la mia è una vita normale, come quella di tantissima altra gente: diventando scrittrice ho solo realizzato un grande sogno, ma ne ho anche altri che inseguo e spero di vederli realizzati tutti!

 

– Cosa si devono aspettare i tuoi lettori dal secondo capitolo della trilogia?

Nel secondo libro si entra nel vivo della storia: il primo ha solo grattato la superficie, limitandosi ad introdurre il lettore nella trama e ad accompagnarlo, insieme ai personaggi, all’interno del Mondo dei Sogni. Adesso, come si suol dire, si fa sul serio! I toni si fanno più cupi, il reale pericolo per ogni mondo coinvolto si fa tangibile, i personaggi si trovano a dover fare i conti perfino con se stessi, oltre che con gli antagonisti… Purtroppo, così come è successo con la prima presentazione del libro, non posso dirvi di più per non rischiare di cadere nello spoiler (in questo secondo libro ce ne sono parecchi!): posso dirvi solo che ho amato scrivere questo secondo capitolo ancor più del primo, sentendomi più libera di raccontare perché avevo meno cose da spiegare su un mondo già conosciuto e su tutti i personaggi. E poi, in questo libro c’è il personaggio a cui sono affezionata tanto quanto lo sono a Sand! 

 

– Quali sono i tuoi progetti futuri oltre “La Custode dei Sogni”?

Ho diversi progetti in mente, uno in particolare non vede l’ora di partire. Posso dirvi solo che la storia in cui vorrei cimentarmi dopo la Custode sarà incentrata su un personaggio maschile, più grande di Sand e Matilda. In generale, le idee che sto maturando ruotano tutte sempre intorno al fantasy, ma ho in mente anche altre storie e una è di carattere più fantascientifico (e biologico!).
Ma sono una persona a cui piace fare le cose una alla volta, dedicando a ciascuna il giusto tempo, quindi per ora tutti questi altri progetti devono aspettare la fine dell’ultimo capitolo della Custode a cui, come dicevo prima, sto già lavorando: la struttura del terzo libro è tutta delineata e devo solo scrivere, quindi non sarà una lunga attesa e potrò presto passare alla scoperta di queste nuove idee.

 

 

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