Tempo di lettura: 7 giorni | Dove: ovunque ma dovete essere soli| Lettura: cartacea

 

Misery

Paul Sheldon è uno scrittore divenuto famoso per la saga sull’eroina Misery. Dopo aver ultimato il libro finale della saga, decide di far rientro a casa anche se una burrasca di neve incombe. A causa di un incidente stradale, rimane gravemente ferito e viene salvato da un’infermiera di nome Annie Wilkes che inizia a prendersi cura di lui. Paul è fortunato, Annie non è solo un’infermiera ma è anche la sua fan numero uno. Solo che, presto, si accorgerà di non essere così fortunato. Annie è affetta da gravi disturbi psicologici  e nasconde un passato da serial killer. Quando infatti l’infermiera verrà a scoprire che nell’ultimo romanzo di Paul, ancora inedito, Misery è morta, inizia a torturarlo sia psicologicamente che fisicamente affinché egli riscriva la storia e riporti in vita la sua eroina.


[…]Aveva ragioni da vendere per non scrivere di Misery, ma su tutte sovrastava una, ferrea e indeclinabile. Misery, e Dio sia lodato per le sue grandi premure, era finalmente morta.[…]


Stephen King colleziona un altro grande successo dopo capolavori come It e Shining. Questa volta ci allontaniamo da ogni tipo di romanzo paranormale scritto da King e come era già avvenuto nel 1977 con Shining anche questa volta viene analizzata la psicologia e la follia umana. Quello che discosta Misery da Shining è il fatto che tutto ciò che viene narrato nel romanzo possa accadere veramente, non vi è nulla di paranormale nel succedersi degli eventi. Il tutto avviene dentro le mura domestiche e quasi l’intero romanzo si svolge all’interno della stanza in cui Paul è detenuto per molti e lunghi mesi. Ogni pagina tira l’altra e la narrazione fin da subito diventa sempre più veloce fino a sfociare nella infrenabile e totale pazzia di Annie. Il suo personaggio mi ha terrorizzato moltissimo, ho ragione di credere che sia uno dei villain meglio riusciti di tutta la storia dell’horror. La bravura dell’autore è stata quella di riuscire a centellinare i suoi disturbi mentali, pagina dopo pagina, fino a farli sfociare tutti in una volta. La detenzione di Paul gli permette di scoprire giorno dopo giorno in quali terribili mani sia finito. Perché Annie non è una psicopatica qualsiasi, Annie non è solo capace di torturarlo psicologicamente e fisicamente, è una serial killer che, in passato,  ha ucciso i propri genitori e bambini e perché mai, secondo lei, dovrebbe essere una cosa anormale rompere le caviglie a Paul “per il suo bene” e subito dopo dirgli “Oh Paul, quanto ti amo!”?! Ciò che sicuramente è riportato molto bene all’interno del romanzo, oltre la pazzia di Annie naturalmente, è la voglia di libertà di Paul. Pagina dopo pagina, tortura dopo tortura, Paul capisce in che guaio si è cacciato e capirà presto che da quella casa maledetta ci sarà solo un modo per evadere… o da morto… o da omicida.


[…]Gli avrebbe somministrato cinque pillole invece di due, oppure lo avrebbe soffocato con un cuscino. Forse lo avrebbe semplicemente finito con un colpo di arma da fuoco.[…]


Misery è edito dalla Sperling paperback. Personalmente a casa ho la versione tascabile ma devo dire che, pur essendo una versione economica, le pagine sono stampate abbastanza bene, anche se ho trovato qualche piccolo refuso. La copertina, come ogni buona edizione economica, non è rigida ma già solo a vederla attira subito l’attenzione.

Curiosità: Il romanzo ha vinto il premio Bram Stoker nel 1987. Dal libro è stato tratto anche il film, di cui avevo già parlato nella nostra rubrica “Reading films”, intitolato “Misery non deve morire” con James Caan (Paul)  e Kathy Bates  (Annie) che per l‘ interpretazione della psicopatica infermiera ha vinto l’oscar nel 1991 come migliore attrice non protagonista.

Spero che la recensione vi sia piaciuta e che vi abbia spronato ad andare in libreria a comprare questo capolavoro dell’horror.

Ovviamente il libro lo potete trovare su ordinazione nella libreria “Villaggio Maori” in via Anzalone 14 (CT).

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Alla prossima recensione!

 

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