Tempo di lettura: in itinere | Luogo di lettura: on the road! | Tipo di lettura: a piedi!

La mia fissazione per i diari di viaggio, al fine di ripercorrerne le tappe a mia volta, ( come per il Viaggio nei Balcani) risale a ben prima del mio diventare libraia: cresciuta con genitori avventurieri ed amici errabondi, non poteva che essere altrimenti.
Questo libro lo scopro proprio durante il mio vagare tra gli scaffali di un’altra libreria catanese, mentre ero alla ricerca di nuovi itinerari di viaggio made in Sicily. Ed eccolo qui: Sicilia dimenticata.
Caso volle che poi, da libraia, ebbi il piacere non solo di ospitare questo volume tra i miei scaffali ma anche di conoscerne l’autore, Diego Barucco, in occasione della presentazione del libro presso la Villaggio Maori.
E fu subito amore. Con il libro.

Vi cito testualmente la quarta di copertina:

“Un viaggio a ritroso nella terra d’origine alla ricerca delle antiche radici adombrate dalla memoria contemporanea; un viaggio che trasfigura una ricerca interiore di foto e parole attraverso una Sicilia dimenticata di paesaggi, racconti e gloriose rovine, a testimonianza di quel tempo in cui essa era il centro del Mediterraneo e del Mondo”.

Campanilismo? Sfogliate il libro, accendete il motore, viaggiate e leggete dalla prima all’ultima pagina e mi saprete dire se sono di parte o meno.
Non aspettatevi di trovarvi notizie su Taormina, la Valle dei templi o l’Orecchio di Dionisio: per quelle basta prendere un qualsiasi bus, muniti di guide turistiche, per arrivare e sapere tutto ciò di cui si ha bisogno.
La Sicilia dimenticata va scoperta a piedi, con la pazienza degli osservatori, dell’occhio attento che trova anche le più piccole tracce di un passato non più visibile ma di certo non meno importante ed utile da preservare quanto altre ben più note attrazioni turistiche.

E qui il primo punto di forza di un’opera come questa: denunciare l’incuria e l’ignoranza che sta portando, anno dopo anno, pietra dopo pietra, alla scomparsa di pezzi della nostra storia che puntellano il nostro territorio e testimoniano quanta umanità sia passata per quei luoghi in migliaia di anni. Castelli, torri, catacombe, villaggi, grotte, chiese: da 10.000 anni fa ad oggi, ogni passaggio dell’evoluzione umana ha lasciato il suo segno in quest’isola meravigliosa ma incosciente. Tra i messaggi sottesi a tutto il testo, l’indignazione verso questo stato delle cose è sicuramente quello che più emerge e più lega il lettore e l’autore di questi itinerari.

Punto di forza numero due: il testo in sé. Al di là della denuncia dei mali, “Sicilia dimenticata” resta comunque un diario di viaggio, e quindi una raccolta di esperienze affascinanti, ma non solo. Lo troverete ricco di cenni storici e naturalistici relativi ad ognuno dei luoghi descritti, e corredato da bellissime fotografie che vi aiuteranno nel riconoscimento dei posti e dei loro dettagli. Per esempio: se non avete idea di cosa sia un “nodo di Salomone” e vi recate nella chiesa gotica di S. Andrea, tra le campagne di Buccheri, per cercarlo non vi perderete tra i millemila graffiti che vi sono lungo le pareti interne ed esterne (testimonianze del passaggio di pellegrini dal XIII secolo ad oggi) dell’edificio, ma lo troverete in brevissimo tempo e starete come me a pensare a quale mano di crociato potrà mai averlo tracciato.

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Punto di forza numero tre. È domenica mattina, aprite una pagina a caso perché avete voglia di fare una gita, vi trovate davanti “I segreti di Cava Baratta”: io neanche sapevo esistesse Cava Baratta, figuriamoci se ne conoscevo i segreti. Come si fa a trovare un posto di cui neanche si sospetta l’esistenza? Ebbene, subito sotto l’intestazione, trovate le coordinate esatte del punto più vicino raggiungibile in automobile alla meta prescelta. Inserite tutto nel navigatore e via! Questo però non vuol dire che scenderete dall’auto e sarete arrivati. Se vorreste andare in quel di Mineo per il castello di Mongialino e partite da Catania, sappiate comunque che dal punto in cui parcheggerete vi toccherà camminare almeno un’ora e mezza tra i campi! Il piacere della scoperta, quindi, non ve lo toglie nessuno.

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Il volume è edito dall’Associazione Naturalistica “Natura Sicula” (http://www.naturasicula.it/) e racconta di oltre sessanta incredibili luoghi. Ma tanti altri ce ne sarebbero da raccontare. Io dico grazie a loro e chi come loro si impegna a diffondere il rispetto e l’AMORE verso il proprio territorio, attraverso opere divulgative come questa e tutte le attività e gli incontri che organizzano periodicamente.

I consigli che vi do oggi, al di là del consultare tutto il catalogo di Natura Sicula, interamente dedicato alla storia e cultura siciliana, sono i seguenti: di tanto in tanto, lasciate perdere documentari, articoli internet, libri e recensioni anche come questa. Uscite di casa e scoprite da voi le bellezze nascoste del posto in cui vivete e abbiatene cura, perché si tratta della vostra stessa cultura, delle vostre stesse radici.

Infine, al solito, dove potrete trovarlo? Alla Libreria Villaggio Maori, naturalmente!

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