«Lo studio lucido, preciso, freddamente razionale di un drogato di jazz. Un grande libro».
«The New York Times»

Vorrei iniziare con questa citazione il racconto della scoperta de “La leggenda del trombettista bianco” edito dalla Fazi Editore. Un romanzo jazz a tutti gli effetti, “ma come può essere jazz un romanzo” vi starete chiedendo?

Scritto in terza persona, usa toni leggendari alla VirginRadio, come se si stessero narrando le gesta del più grande musicista della storia e….. ha proprio ragione! Stiamo parlando di Leon Bix Beiderbecke, volto noto negli ambienti jazz degli anni ’20. In questo contesto viene chiamato Rick Martin, un tipico nome da bianco che impara  a suonare in mezzo ad un “branco di neri”. In quei anni l’amicizia tra due etnie diverse era vista con occhio malvagio anche se quando suonava Rick sembrava di ascoltare il più “nero tra i neri”.

Per la trama vi rimando al sito della casa editrice, quello che vi sto per narrare è lo stile unico di un grande scrittore  come Dorothy Baker che pubblica questo testo in America nel 1938. La Fazi Editore ha curato la traduzione e pubblicazione per il nostro paese permettendoci, a distanza di molti anni, di poter godere di un capolavoro letterario.

la leggenda del trombettista biancoNon è la storia di Eminem che fa rap e diventa famoso tra alcool, droga e l’8Mile di Detroit: “La leggenda del trombettista bianco”  ha il merito di avermi fatto scoprire il panorama jazz. Mentre leggete questo romanzo provate ad ascoltare Luis Armstrong e “compari”, a quel punto le parole non soltanto le leggerete  ma vi entreranno nel cuore, il ritmo di lettura cambierà drasticamente e la narrazione passerà dalla terza persona alla prima, come se il narratore stesse parlando ai personaggi della storia richiamandoli all’attenzione, conseguenza naturale del linguaggio adottato. Per timbro e ritmo questo romanzo è Jazz, non per l’inchiostro stampato ma per questi due elementi che possono sembrare innaturali per un’opera scritta. Le “pagine” del mio Kindle suonavano così forte che ho sentito il bisogno di accendere Spotify e controllare se il suono proveniente dalla mia testa fosse vero. E lo era. 

Nella trama, e in giro per la rete, si parla della vita sregolata di Rick Martin ma non la definirei proprio tale. Marinava la scuola perché trovava più interessante la musica, gironzolava di notte poiché quella è l’ora delle sale da ballo, negli ultimi anni l’alcool diventava predominante nella sua vita. Però non è morto suicida o ucciso da un overdose alla Amy Winehouse, non viene raccontato di un frequente cambio di partner. Mi dispiace Rick, non sei disastroso come una rockstar! La tua vita è stata breve (viene spoilerato già ad inizio romanzo quindi non “guardatemi storto”) ma non per colpa della musica o dell’ aver trascurato la scuola.

la leggenda del trombettista bianco frasi

L’amicizia con Smoke Jordan, i primi passi verso il successo, gli anni di vita tra una sala da ballo e l’altra, sono il preludio alla parte che ho trovato più affascinante: il matrimonio con Amy: la bellissima Amy, l’intelligentissima Amy, la logorroica Amy. Una studentessa fissata con la psicologia di cui il nostro protagonista si innamora chiudendo gli occhi ed entrando in una favola.
Come tutti ben sappiamo il mondo è fatto di regole e poche eccezioni: la storia dei Martin è la regola. Disincantata la favola, Amy torna ai suoi studi e Rick capisce di aver solo visto una bella storia d’amore, non di averla vissuta. Nella casa (di lei) non gli apparteneva nulla, lui che nella sua vita aveva solo comprato dischi e non possedeva mobili o quadri.

«Hai mai sentito un certo Snowden, che suona il trombone per Jeff Williams?», gli chiese Rick.
«Oh», disse il ragazzo, «i negri. Io pensavo alle orchestre di bianchi. I negri sono una categoria a parte».

Infine il leggendario Martin, allievo di Art Hazard, pianista e trombettista, si spegne a New York durante gli anni del proibizionismo.

“La leggenda del trombettista bianco” edito dalla Fazi Editore è acquistabile su Amazon.it e visionabile in anteprima su Google Libri

Durata lettura: 2 settimane | Luogo: lettino | Lettura ebook | Le prime piogge di Gennaio

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Tutti i testi sono disponibili presso la Libreria Villaggio Maori.

Stay tuned!

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