Tempo di lettura: 3 giorni | Lettura in ebook | Sulla poltroncina | Buio e pioggia invernale

Sono giunta al mio ultimo (in ordine di lettura) libro di John Green. Ho scoperto con profonda tristezza che è stato il suo secondo romanzo pubblicato nonostante abbia sempre avuto l’impressione che fosse l’ultimo scritto. Se da un lato mi sento sollevata, dall’altra parte mi incuriosisce sapere come mai sia così monotono e piatto.

Avete già letto Cercando Alaska? Città di Carta? Se la risposta è sì potete benissimo evitare di leggere “Teorema Catherine” perché la solfa è sempre la stessa:

protagonista mezzo sfigato ma con un Q.I. dall’alto potenziale, nomignoli e soprannomi che mi sembrano datati (ma l’editor della versione italiana lo ha letto?) e, a differenza degli altri titoli, non accade nulla. Niente. Anzi… ci sono piccole vicende di vita quotidiana ma che al fine dell’obiettivo principale, cioè quello di trovare una formula che dimostri il teorema, non servono. Inoltre l’uso della matematica e dell’aiuto di un esperto in materia mi sembra eccessivo per una trama che non prende mai il decollo e non ne sente neanche la necessità. Apprezzo lo sforzo di spiegare ciò con grafici e formule ma non mi ha affascinato.

teorema catherine

Colin è stato lasciato da ben 19 Catherine, mi chiedo come non si sia fermato alla terza. Dopo la rottura con C-19, perché ha un evidente bisogno di sentirsi dire “Sei un fenomeno! Un genio! Unico e farai grandi cose” e l’ultima C. non ha intenzione di assecondarlo più, parte per un viaggio On the road con il suo amico islamico (lo sottolineo proprio perché il libro lo fa spesso) ma che si fermerà presto per dormire e lavorare, con un’ottima paga solo per fare interviste (di cui al lettore non frega niente), da una sconosciuta. I genitori dove sono? Loro lo hanno spinto al viaggio con una macchina soprannominata “La carretta del diavolo”. Mia madre quando le ho chiesto << Mamy, c’è la fiera dei libri a Palermo voglio andarci >> mi ha bloccata e con una voce ferma e solenne mi ha “gentilmente” risposto << Il Peugeot non ci arriva! >>. Mi viene da pensare: sono i genitori di Colin che se ne stanno fregando e mandano il loro unico figlio in un viaggio per chissà dove con un’automobile che ha un soprannome non proprio affidabile, o la mia mamma troppo rigida? (Per i più curiosi… ho vinto U.U si va alla fiera!)

La vita di questo ragazzo mi sembra più lontana ed inverosimile di quella di Hannah Montana. Non vedevo l’ora di raggiungere il finale, non immaginavo che John Green potesse deludermi. Ed invece…

Per riceve altri aggiornamenti e novità sul mondo libri ed editoria seguiteci su Facebook e Twitter (@paroleincartate)

Tutti i testi sono disponibili presso la Libreria Villaggio Maori.

Stay tuned!

Annunci