Nei cinema italiani verrà presentato il film (per me) più atteso dell’anno (fortuna che l’attesa è stata breve per il 2016): Il piccolo principe

Screenshot_2016-01-01-12-39-35_1

Scelta molto azzeccata farlo uscire nelle sale proprio il primo dell’anno, come se rappresentasse una rinascita, un nuovo giorno, una nuova vita...and “feeling good”
La trama del libro la conoscete tutti, come ormai avrete fissa in mente la citazione

“l’essenziale è invisibile agli occhi”

Come può un libriccino per bambini, di poche pagine e con disegni “sempliciotti” catturare il cuore adulto di chi legge? Molto probabilmente perché quando eravamo bambini era solo una favoletta, alla stregua della morale dei fratelli Grimm. Invece da grandi, quando ci troviamo nel nostro asteroide B612 personale, da soli e desideriamo amare una rosa, non una qualsiasi ma la nostra , creata da momenti che non sono uguali a quelli di nessun’altro, vorremmo avere quell’ingenuità dei bimbi.
Il piccolo principe è vincente perché richiama le speranze celate nel cuore, la voglia di essere unici nel proprio genere è di provare amori puri, inoltre c’è la semplicità dell’amicizia spiegata con pochi dialoghi.
Screenshot_2016-01-01-12-39-46_1
B612 è l’unico tatuaggio che mi farei. Nonostante abbia ruotato per molto tempo a B712 adesso, come per il nostro protagonista, è giunta l’ora di visitare il mondo dei grandi. Non voglio tornare dalla mia volpe ma dalla mia rosa, capace di stare nel mio stesso asteroide nonostante sia così semplice, piccolino e minacciato dai baobab.

I semi di baobab si insinuano nel cuore, cercando di far uscire fuori orbita il pianeta. Ma quando hai una rosa da proteggere devi rimuoverli, per far si che non avverta mai la sensazione del terrore. Un testo, piccolo così può essere così denso di emozioni? Fortunatamente la maggior parte positive, ma la nostalgia dove la cataloghiamo? Catalogare…un verbo troppo da grandi. Perché ne abbiamo bisogno? Scorciatoie del pensiero dicono, ma se fosse una limitazione all’immaginazione?

La mia parte preferita però non riguarda né la rosa né la volpe. Un cappello? No! È un boa che ha inghiottito un elefante! Chissà perché proprio quel disegno… a prima vista non avrei mai detto che fosse un cappello. Per me sono due collinette. Due piccoli monti smussati dalle intemperie, dalle piogge e aride a causa del sole estive…
Molto probabilmente non riesco ad andare oltre la mia realtà, perché quelle curve per me rappresentano il viaggio di una vita: strada Piazza Armerina-Catania. In primavera sembra di essere all’interno della terra degli Hobbit. Il tramonto, l’azione di spostare la sedia per guardarne mille e non stancarsi mai è il momento più bello della giornata da condividere con una persona speciale.

L’opera di Antoine de Saint-Exupéry è libera dal copyright dal 2015, ha invaso le librerie in ogni formato ed edizione possibile immaginare. Personalmente ne posseggo due, da piccola ho letto “Il piccolo principe” ingiallito e squadernato Bompiani, nella copertina l’immagine del “ritratto” del protagonista. Nella mia adolescenza mi è stato regalato il tascabile stesso editore che acquistato i diritti per ben 70 anni, con carta lucida, molto spessa. Font bianco con il piccolo che prende il volo dal suo mondo.
Per voi è un cappello oppure un serpente? Ma specialmente, quale personaggio dei vari pianeti odiate di più? Personalmente ho trovato geniale il re, molto sarcastico, ha un posto nel mio cuore. Ho odiato il banchiere, un personaggio simil Zio Paperone e Mr Scrooge.

 

Tempo di lettura: meno di un’ora | Luogo: anche a lavoro | Lettura: Cartacea | Mille Tramonti

Per riceve altri aggiornamenti e novità sul mondo libri ed editoria seguiteci su Facebook e Twitter (@paroleincartate)

Tutti i testi sono disponibili presso la Libreria Villaggio Maori.

Annunci