“Il male” di Massimiliano Santarossa non è uno di quei libri che sono solito comprare. Non è neanche un libro, secondo me,  per tutti ma è un testo che tutti dovrebbero leggere. Santarossa con il suo linguaggio serrato, con le sue ambientazioni tetre e cupe e con le sue anime dannate ci riporta alla cruda realtà. L’uomo inutilmente cerca di sfuggire all’inferno ultraterreno perché già lo vive in  terra. 

 

Lucifero ritorna sulla terra vivendo le vite di dieci diseredati. Il re degli Inferi si impossessa dei loro corpi, vive in loro per vedere e assaporare i loro tormenti e le loro ossessioni, ma senza intervenire poiché queste anime in pena non pregano lui, dio dell’oscurità, ma chiedono ancora la salvezza al dio della luce. Quel Dio che ha creato a sua immagine e somiglianza l’uomo ma che non ha cura delle anime maledette. Il viaggio di Lucifero si estende tra diverse vite: quella di una  bambina stuprata dal padre, poi di un drogato, un disabile, una prostituta, un ragazzo che vive con il padre malato, un’anziana rinchiusa in un ospizio, un uomo che perde il lavoro, un maiale e un indemoniato sottoposto ad esorcismo.

L’ambientazione del romanzo è molto funerea. Santarossa descrive la città come un ammasso di cemento e acciaio, una metropoli dove  gli uomini credono di vivere ma dove in realtà muoiono. Lo stesso Lucifero si rende conto che l’uomo ha preferito, al paradiso della natura, l’infernale e caotica città. Lucifero nelle sue constatazioni e nei suoi monologhi, vede le auto, le case e le fabbriche come attrezzi infernali con cui l’uomo consuma la propria vita. “Mostri d’acciaio colorati si muovono tra le arterie del suo cuore. Si sfidano. Urlano anch’essi. Si scontrano. Ripartono. Tutto nell’interminabile ripetizione del gesto che fa ossessione |…| Creature di ogni genere si muovono tra i palazzi: entrano, escono, si incrociano; sono umani, animali, umani con animali, animali con altri animali, umani con altri umani. Ognuno conduce il proprio corpo lungo una strada a spirale che non porta da alcuna parte, se non alla morte, sempre alla morte, comunque alla morte. Camminano e  camminano e continuano a camminare nel disperato tentativo di dimenticare dove la strada li conduce.”

Vita che viene sprecata per il perseguimento di quella salvezza e felicità che si riconosce non nel dio religioso, ma nel dio denaro. Denaro che corrode l’animo umano, denaro che non permette di vivere ma che ti porta a morire lentamente.  “Il danaro sarà il padrone tuo. Inginocchiati al padrone tuo. Lavora per il padrone tuo. Credi al padrone tuo. Vivi per accumulare il padrone tuo. Genera figli e insegna ai figli i comandamenti del padrone tuo”.

È giusto soffermarsi sulle anime dannate di questo libro. La narrazione è molto vivida, come se l’autore avesse provato ogni singola esperienza descritta dentro il romanzo. Il racconto che sicuramente mi ha colpito di più è stato il primo: la bambina stuprata, ogni notte, dal padre. La prima volta che mi approcciai al libro, ero sull’autobus e stavo facendo ritorno a casa. Mentre leggevo quelle pagine un profondo senso denso di terrore si è impossessato di me. L’autore ha descritto in maniera così atroce questa esperienza che non ho potuto far altro che provare  paura e forte compassione per la bambina del racconto, riuscendo ad isolarmi da tutto ciò che accadeva intorno a me. Quello che invece ho trovato molto originale è stato il racconto del macello di un maiale. Spesso l’uomo non si rende conto che non è il solo a vivere orrori quotidiani. L’autore in qualche modo ha voluto ricordare al lettore che l’essere umano condivide questo mondo anche con altre creature che, come l’uomo, vivono quotidianamente tragedie che non siamo abituati a riconoscere.

1917136_10208270196093283_7220359758687212683_n“Il Male” è edito dalla casa editrice Hacca. La copertina è più di quanto minimalista ed efficace  possa esserci. Su uno sfondo totalmente bianco, al centro, vi è riportata una mosca distesa con le zampe in aria; ammetto che se non fosse stato per questa copertina non mi sarei mai accorto di questo stupendo libro: i complimenti vanno a Maurizio Ceccato per la copertina e il logo. Per quanto riguarda la rilegatura, la stampa e qualità della carta, è tutto di ottima qualità.

Spero che la recensione vi sia piaciuta e che vi abbia dato un input per correre subito in libreria e leggere  questo libro.

Dove potete comprare il libro? Naturalmente presso la libreria “Villaggio Maori”, in Via Anzalone 14 (CT).

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alla prossima recensione!

Manuel

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