Tempo di lettura: 3 pomeriggi | Luogo di lettura: davanti al camino | Tipo di lettura: cartaceo

ANTEFATTO:

Era ormai da tempo che avevo abbandonato la letteratura per ragazzi: dopo la fanciullezza passata tra Piccoli Brividi e Susanna Tamaro, la lettura di Salgari, Doyle e Stevenson mi aveva soddisfatta abbastanza da farmi dire “Ok, finalmente sono grande, questo mondo non ha più nulla da darmi. Basta pirati, mostri, isole del tesoro e diavolerie varie.” Avrò avuto all’incirca 21, 22 anni. Non mi aspetto commenti su questa cosa.

Per questo motivo quando mi è stato proposto di leggere e recensire Mia sorella vive sul camino, di Annabel Pitcher ed edito dalla Loescher, ho affrontato l’apertura del libro con sufficienza e senza troppo entusiasmo, incuriosita sì dalla trama ma senza aspettarmi granchè: dopo il mio en plein di letture ottocentesche, il mio pregiudizio verso la modernità e i romanzi per ragazzi scritti oltre il 1930 (si, sono all’antica) si era rifatto vivo più forte che mai.

COSA ACCADDE:

Accadde che passai tre piacevolissimi pomeriggi, al calduccio, con questo simpatico volume tra le mani, ed una pagina dopo l’altra sono entrata nel mondo di Jamie, un bambino londinese che ha appena compiuto 10 anni, e della sua disastratissima famiglia. La sorella che vive sul camino non è una bislacca stilita di nuova generazione, ma tutt’altro: sono i resti mortali di una bambina rimasta vittima di un attentato terroristico, tuttavia ancora vivissima nella memoria, e non solo, dei suoi familiari. C’è sempre una candela, una fetta di torta, un qualsiasi segno di affetto accanto all’urna contenente le ceneri di Rose, ma il dolore per la perdita subita non basterà a tenere unita la famiglia: la mamma resterà a Londra mentre il resto della famiglia, Jamie, il papà e Jas, la gemella di Rose, si trasferiranno in una cittadina di campagna nel vano tentativo di ricominciare.

Per James sarà tutto ancora più difficile quando scoprirà che la sua nuova compagna di banco è una ragazzina pakistana, dalla cui allegria e intelligenza si sente irresistibilmente attratto: come nascondere questa importante amicizia al padre che, dal giorno della morte della figlia, detesta a morte ogni musulmano?

È un libro indubbiamente dalle tematiche forti (seppure talvolta affrontate con qualche chichè), che prende spunto da fatti di cronaca e problematiche sempre attuali: ci troviamo la morte di un famigliare e l’elaborazione (mancata) del lutto, l’allontanamento di una figura genitoriale e la totale indifferenza dell’altra, l’integrazione razziale e il razzismo, l’amicizia e il bullismo, persino l’alcolismo! Ma ciò non deve farvi inorridire e pensare che possa essere troppo per il pubblico a cui questo libro è rivolto, a mio giudizio ragazzi dai dieci, undici anni in su: a raccontare la storia, infatti, è proprio Jamie e il lettore la vive in maniera quasi trasognata, come un bambino di quell’età potrebbe vivere questa serie di esperienze. Per Jamie Rose è solo il ricordo di una bambina in qualche scena dell’infanzia, la mamma è solo molto indaffarata per poter ricordarsi del suo compleanno, il papà sta attraversando un periodo difficile e sua sorella Jas è la compagnia migliore che possa desiderare. Almeno finché non conosce Sunya e diventa complice delle sue monellerie. La tristezza e l’angoscia provano spesso a far capolino tra le pagine e nulla è tolto a questi sentimenti della loro pienezza, ma basta voltare pagina per ritrovare una nota d’allegria e spensieratezza.

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Perché leggere Mia sorella vive sul camino? Perché è una lettura che può insegnare tante cose mantenendo il sorriso sulle labbra. E commuovere, ma anche quello in maniera del tutto positiva e costruttiva. È un piccolo mattoncino nel grande edificio che dovrebbe essere l’educazione dei più piccoli: nel mondo globalizzato, bombardato di notizie, telegiornali, eventi, guerre, vittime e colpevoli, come si può convivere pacificamente con tutto ciò che è identificato come diverso? Come può un bambino far fronte alla miriade di messaggi contrastanti che il suo stesso contesto gli invia giorno per giorno? Quali sono i sentimenti giusti, chi ha torto e chi ha ragione?

Ce lo insegnerà un bambino. O meglio Annabel Pitcher, attraverso gli occhi ed il cuore di un bambino.

Consigli da blogger divora libri: se vi piacciono le letture edificanti e avete tanti bei bimbi a cui farne dono, la Loescher ha un vastissimo catalogo di testi per tutte le età e per tutti i gusti: qui potrete consultare il catalogo narrativa al completo:

http://www.loescher.it/catalogo/narrativa

Inoltre, vi invito a sbirciare tra le pubblicazioni di Verba Volant: tra i libri per l’infanzia troverete la vita trasposta in fiaba di grandi uomini come Peppino Impastato o Carlo Alberto Dalla Chiesa, o le Fiabe in Rosso dal finale alternativo per insegnare ai più piccoli il rispetto e la non esistenza delle differenze di genere.

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