Questo testo è uno dei pochi che ho veramente scelto. “Evelyne” mi ha attratto per due caratteristiche particolari, mi aspetto tante occhiatacce ma sarò sincera con voi fino in fondo.

“Evelyne” è un racconto breve scritto da Jane Austen. Vi ricordate Orgoglio e Pregiudizio? Scordatevelo. Jane in questo racconto è una scrittrice al limite del comico: narra la storia assurda di Frederick Gower che con poco carisma e impegnandosi neanche tanto riesce ad ottenere in un solo dialogo terra, soldi e la dote della prima figlia Maria dalla famiglia più gentile della cittadina di Evelyne. Racconto giovanile che non ti aspetti da un classico della letteratura. Immaginate di essere nel ‘700, essere una donna e scrivere un racconto così grottesco. Jane non ha niente a che fare con quella società, potrebbe essere una mia coetanea. Tutto ciò viene descritto nell’introduzione del libro ma non vi ho ancora spiegato perché ho deciso di comprare alla libreria “Villaggio Maori” proprio lui e solo lui. Non è stato un acquisto impulsivo, e ciò non è da me. Ma è stato ponderato. Lo capirete subito dal mio solito incipit che in questo articolo ancora non ho messo.

Durata lettura: 2 Giorni| Luogo: primo vagone del treno Sr-Me  | Lettura cartacea | Tempi freddi e bui

Sul treno tendo a leggere tascabili o libri non molto lunghi (prima occhiataccia), c’ho messo 2 giorni a leggere un testo piccolo come quello di Evelyne (seconda occhiataccia, non arriviamo alla terza che il Signore Oscuro mi butta fuori dal gioco).

Occhiatacce

L’edizione che ho acquistato è pubblicato dalla Rogas Edizioni e fa parte di una collana (intitolata Darcy) scritta in doppia lingua. Ecco perché ho perso più tempo del previsto, perché a destra ho letto il testo in inglese, non semplice per il mio povero cervello, e a sinistra la relativa traduzione in italiano. Utilissimo per chi è curioso di conoscere gli scritti originali e per chi (come me) vuole imparare la lingua. Copertina flessibile con doppie alette. L’azzurro è richiama il design della collana. L’immagine non mi fa proprio impazzire ma ho letto la quarta di copertina e mi ha subito conquistato. Non vedo l’ora che ne pubblichino altri, sempre di piccolo formato per le mie ore sul treno e ricordiamo che è frutto di una casa editrice indipendente, quindi stima e orgoglio per questo magnifico progetto.

Ma torniamo alla storia di Evelyne. Il testo è abbastanza scorrevole e fino a metà racconto mi chiedevo spesso “ma è davvero scritto dalla Austen?”. Mi ha fatto sorridere parecchio tutto il dialogo tra il signor Gower e la famiglia che rappresenta tutta la gentilezza del paesello di Evelyne. Ciò si tramuta rapidamente in un gioco “voglio-chiedo-ottengo” tutto a vantaggio del carissimo protagonista. All’inizio non sapevo se fosse troppo spudorato oppure ha solo cavalcato la “cresta dell’onda accondiscendente” . Dagli avvenimenti successivi, specialmente lo scambio di lettere tra lui e la sua famiglia, mi sono resa conto che è semplicemente il protagonista più spudorato che io “conosca”.

Ammetto di non avere una particolare attenzione per i classici, ma questo testo mi ha rivelato una piacevole scoperta e mi ha permesso di conoscere un po’ di più una delle donne più rivoluzionarie delle letteratura.

Seguiteci nella nostra pagina: https://www.facebook.com/paroleincartate/

Stay Tuned on #ParoleIncartate

Dove potete trovarlo? Su richiesta alla Libreria Villaggio Maori naturalmente!

Annunci