Durata lettura: 1 settimana | Luogo: viaggio in treno | Lettura cartacea | Tempo per lo più nuvoloso (Fine Settembre)

“Prendila così” è un romanzo pubblicato dalla casa editrice Il Saggiatore. La scrittrice è Joan Didion, una giornalista americana che dal 2007 fa parte del National Book Award.

Maria (si pronuncia Mar-ai-a tanto per chiarire le cose fin dal principio)  ha ucciso BZ ( non cercate di capire cosa si intende per BZ perché non lo scopriremo mai), si trova in una clinica psichiatrica e ha una figlia ricoverata di nome Kate di cui non si saprà mai la malattia che l’attanaglia. Insomma, in questo romanzo si aprono molti interrogativi e pochi vengono chiusi.
Maria, attrice con un piccolo discreto successo, è la ex-moglie di Carter, una nuova stella del cinema americano. La protagonista è l’emblema della società americana: è depressa, infelice di quello che ha (fin dall’adolescenza, che passa in una specie di città fantasma vinta in gioco dal padre) con la madre morta e mille rimorsi. L’unico sorriso si rispecchia in quello di Kate ma a causa del ricovero non può vederla spesso. Molti sono i dialoghi diretti ma che portano poca consistenza alla trama. Il libro si potrebbe tranquillamente sintetizzare e chiudere con pochi e selezionati capitoli tralasciando gli altri che dovrebbero servire a descrivere la profonda frustrazione di Maria. Ma lo si capisce già dalle prime pagine, dalle parole di Carter e dell’amica Helene.

Sarei curiosa di scoprire di più sulla storia di Helene, ma pesate che ci sia un approfondimento? Ovviamente no. Trama sospesa ad un filo per la protagonista, figuriamoci per i personaggi secondari.  L’incipit del libro mi ha fatto sognare una complessa e articolata:  di fatto lo è, ma non è sviluppata. Lascia molto spazio all’immaginazione personale, consigliato a chi vuole fare esercizi di questo tipo.

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Consigliato anche a chi ama i silenzi nella narrazione, a me personalmente ha portato noia e ciò che mi doveva intrattenere sul treno non è stata all’altezza delle aspettative. Anche la quarta di copertina è piatta come il libro. Alcuni parlano di riferimenti ad Hemingway, ricordo che il gusto personale è (appunto) PERSONALE. Lo stile asciutto trattato in questo modo mi sembra un modo di colmare vuoti di creatività.

Maria per colmare la noia e la tristezza che la tiene stretta come in una morsa fatale, intraprende viaggi in autostrada senza meta, dorme a bordo piscina con un telo e ha molti comportamenti che sottolineano il suo disagio

Il materiale usato per la rilegatura è di qualità, copertina rigida con “risvoltini”. Un po’ scomodo il formato per portarlo sul treno, infatti tornerò a leggere solo tascabili. La copertina ritrae una ragazza nel deserto, seduta su un dondolo che veste abiti sciatti e poco curati, una scelta azzeccatissima per il personaggio enigmatico di Maria. La scelta della copertina compensa la mia mancata immaginazione. Il Saggiatore su questo non pecca mai!

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Dove potete trovarlo? Su richiesta alla Libreria Villaggio Maori naturalmente!

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